A trenta mesi dalla tragica scomparsa di Edison Malaj, il lavoratore rimasto schiacciato da una lastra di cemento a Castrovillari il 16 febbraio 2024, prende finalmente il via l’iter giudiziario. Dopo una lunga serie di rinvii, l’udienza preliminare è stata fissata per il 7 ottobre 2026 presso il Tribunale di Castrovillari. Al fianco dei familiari della vittima sarà presente in aula la Fillea Cgil Calabria, che ha formalizzato la decisione di costituirsi parte civile per offrire sostegno nel percorso verso l’accertamento dei fatti.
La vicenda giudiziaria riapre il dibattito sui tempi dell’amministrazione della giustizia e sull’impatto emotivo ed economico patito dalle persone coinvolte. Il Segretario Generale della Fillea Cgil Calabria, Simone Celebre, ha espresso la vicinanza dell’organizzazione ai congiunti dell’operaio: “Il nostro pensiero va innanzitutto alla famiglia di Edison, che da trenta mesi attende risposte e che in questo lungo tempo ha affrontato il dolore della perdita insieme all’incertezza di un processo che stenta a partire. A loro, a Silvana e ai figli Sara e Gabriele, va la vicinanza profonda della Fillea Cgil, che resterà al loro fianco fino al pieno accertamento della verità. È una scelta che la nostra organizzazione sta compiendo in tutti gli infortuni mortali che si verificano in Calabria e sull’intero territorio nazionale, perché riteniamo doveroso e giusto sostenere i familiari delle vittime in questo ulteriore e faticoso percorso verso la giustizia. Una giustizia dai tempi lunghissimi e con costi spesso insostenibili per chi si trova a doversi difendere, in molti casi, da veri e propri colossi del settore delle costruzioni”.
La ricerca della verità rappresenta il punto centrale per la moglie del lavoratore scomparso, Silvana Malaj, la quale chiede che le responsabilità vengano chiarite nelle sedi competenti: “vogliamo che venga fatta giustizia e che tutti i colpevoli vengano puniti”.
Le proposte legislative su gratuito patrocinio, vittime del dovere e prevenzione nei cantieri
Oltre alla presenza nelle aule di tribunale, la Fillea Cgil sta promuovendo una serie di iniziative sul piano legislativo nazionali. Tra le proposte principali figura l’introduzione del gratuito patrocinio, senza limiti di reddito, per i familiari dei lavoratori deceduti sul posto di lavoro. La proposta di legge, presentata a prima firma dall’onorevole Chiara Gribaudo nell’ambito della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro, ha ottenuto un sostegno trasversale e di recente è stata oggetto di audizione presso la Commissione Giustizia, con la partecipazione dei rappresentanti sindacali e di alcuni familiari.
In merito al percorso di approvazione della norma, il segretario Celebre ha rivolto un appello alle istituzioni regionali: “Come Fillea Cgil Calabria invitiamo pubblicamente, come abbiamo fatto già recentemente nel corso di una trasmissione RAI, tutti i parlamentari calabresi a darci fattivamente una mano affinchè questa legge venga approvata prima che finisca questa legislatura. Riteniamo che questo rappresenti un atto di civiltà che il nostro Paese deve compiere al più presto, e quindi sosteniamo con forza che la legge venga approvata prima della fine di questa legislatura. Allo stesso modo, sosteniamo che chi perde la vita sul lavoro debba essere riconosciuto come vittima del dovere: un riconoscimento doveroso che si tradurrebbe in sostegni reali, fiscali e previdenziali, per le famiglie colpite. Lo Stato ha l’obbligo morale e istituzionale di non abbandonarle”.
Accanto alle misure di supporto per chi è stato colpito da un lutto, il sindacato richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione per azzerare i rischi nei luoghi di lavoro. “La giustizia, per quanto necessaria, arriva però sempre a tragedia avvenuta. Ciò che serve con urgenza è evitare di arrivare a questo punto”, sottolinea Celebre, indicando le priorità per il settore delle costruzioni: “Nei cantieri la sicurezza non può più essere trattata come un costo da tagliare o un mero adempimento burocratico. Occorrono più controlli, attraverso il rafforzamento organico degli ispettorati del lavoro e delle ASL; una formazione reale e continua, non formale; il rispetto rigoroso delle norme sulla movimentazione dei carichi e sull’uso delle attrezzature; il contrasto deciso al lavoro irregolare e ai tagli al ribasso negli appalti e nei subappalti, che rappresentano il terreno più fertile per l’insicurezza. Ogni lavoratore ha il diritto sacrosanto di tornare a casa dalla propria famiglia a fine giornata. La Fillea Cgil Calabria continuerà a stare accanto alla famiglia di Edison Malaj e a tutti i familiari che affrontano questi drammi, nelle aule di tribunale così come nei luoghi di lavoro, perché la memoria delle vittime si onora soltanto con la verità, con la giustizia e con la prevenzione”.



