Un momento di alta cucina, cultura alimentare e solidarietà ha animato gli spazi dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Jole Santelli in collaborazione con l’organizzazione Officine Buone, ha portato in corsia il progetto “Special Cook”, un’occasione volta a unire la valorizzazione delle materie prime del territorio calabrese al sostegno verso le persone ricoverate.
Al centro dell’evento, svoltosi martedì 6 ottobre, vi è stato il ruolo della nutrizione nei percorsi di cura e l’importanza della selezione dei prodotti. Grazie alla disponibilità del direttore dell’Istituto, il professor Mazzaferro, la struttura ha ospitato uno show cooking curato dalla chef stellata Caterina Ceraudo, la quale ha proposto una preparazione ideata per coniugare gusto e attenzione al benessere.
La sinergia tra alta cucina, territorio e salute
L’elemento cardine delle preparazioni è stato l’olio extravergine di oliva, simbolo della dieta mediterranea. Alla manifestazione hanno aderito tre storiche realtà produttive della regione, rappresentative di diverse aree geografiche del territorio: l’Azienda Agricola Ceraudo, le Tenute Librandi di Vaccarizzo Albanese e l’Olearia SanGiorgio.
L’attività ha inteso offrire un’occasione di sollievo all’interno del contesto ospedaliero, valorizzando la cultura culinaria e il patrimonio olivicolo. Come evidenziato dai promotori, l’evento ha voluto affiancare alla dimensione conviviale un percorso educativo specifico rivolto ai degenti.
Informazione nutrizionale e donazioni per i ricoverati
Accanto alla dimostrazione culinaria, le aziende coinvolte e altre realtà del settore hanno messo a disposizione dei pazienti campioni delle proprie produzioni oliandole. Il progetto si è avvalso inoltre del contributo scientifico del professor Antonino De Lorenzo, ordinario di Nutrizione Umana presso l’Università di Roma “Tor Vergata”, autore di una brochure informativa redatta per l’occasione.
Il documento contiene indicazioni sul consumo e sulle proprietà dell’olio d’oliva, con approfondimenti mirati alle esigenze nutrizionali legate alle patologie dello stomaco e delle vie biliari, integrati da schede descrittive relative alle caratteristiche organolettiche e produttive dei tre oli donati.
Le dichiarazioni dei protagonisti
L’evento ha raccolto i commenti dei rappresentanti delle istituzioni, del mondo associativo e del settore produttivo che hanno preso parte all’iniziativa.
«Con Special Cook doniamo il talento degli chef per creare momenti di vicinanza umana e condividere l’energia buona delle nostre eccellenze culinarie», ha affermato Ugo Vivone, fondatore e managing director di Officine Buone.
Riferendosi al progetto, l’Assessore all’Agricoltura della Regione Calabria ha dichiarato: «È un modo concreto per raccontare la Calabria e il suo straordinario patrimonio olivicolo, mettendo al centro il benessere e la vicinanza ai pazienti».
In merito al valore della donazione, la chef stellata Caterina Ceraudo ha sottolineato: «Doneremo inoltre alcune bottiglie di olio, insieme ad altre importanti aziende olivicole calabresi, per portare un po’ della nostra Calabria e della nostra cultura a tavola».
Un pensiero condiviso anche da Antonio Fazzari, proprietario dell’Olearia San Giorgio: «Siamo orgogliosi che il nostro olio possa contribuire a un’iniziativa in cui la persona è davvero al centro, capace di unire solidarietà, cultura dell’alimentazione e attenzione al territorio. Per noi non è soltanto una collaborazione, ma un modo concreto per restituire valore alla comunità attraverso ciò che sappiamo fare meglio».
Sull’importanza del legame tra alimentazione e terra si è espressa Lucia Librandi, della Tenuta Librandi Pasquale di Vaccarizzo Albanese: «Siamo orgogliosi di sostenere l’Associazione Jole Santelli e di contribuire ai progetti di ricerca e divulgazione dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Crediamo che la salute parta dalla terra e da ciò che portiamo in tavola ogni giorno».
Infine, Paola Santelli, presidente dell’Associazione Jole Santelli, ha tracciato il bilancio dell’appuntamento: «Special Cook dimostra come la cucina possa diventare anche uno strumento di vicinanza, condivisione e benessere per i pazienti. La donazione degli oli e il materiale realizzato dal Prof. De Lorenzo hanno permesso di affiancare al momento di convivialità anche un’importante occasione di informazione sull’alimentazione. Ringrazio Officine Buone, la chef Caterina Ceraudo, il professor Mazzaferro e tutte le aziende che hanno aderito: attraverso un gesto semplice abbiamo portato in corsia il gusto, la cultura e l’identità della nostra terra».



