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Agricoltura in ginocchio e media in silenzio: Scutellà (M5S) rilancia la protesta della Calabria

Mentre da oltre dieci giorni la Calabria è attraversata da un’ondata di mobilitazioni che sta vedendo scendere in piazza migliaia di lavoratori, sui grandi network televisivi e sui quotidiani nazionali cala il sipario del silenzio. Una contraddizione forte, denunciata con fermezza da Elisa Scutellà, capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, che questa mattina si è recata al presidio degli agricoltori a Spezzano Albanese per manifestare la propria vicinanza e supporto alla vertenza.

Una protesta che non accenna a placarsi e che chiama in causa il futuro economico dell’intera regione e del Paese.

“Un silenzio inconcepibile”

«È incredibile il silenzio di TV e giornali nazionali sulle proteste che da settimane stanno agitando la Calabria. Evidentemente per qualcuno la nostra regione è solo una prateria dove andare a caccia di voti e basta», ha dichiarato l’esponente pentastellata in una nota a margine della sua visita al presidio.

Scutellà ha sottolineato di aver voluto portare la propria presenza «non solo nelle vesti istituzionali, ma anche e soprattutto in quelle di privato cittadino che si schiera a favore di una protesta sacrosanta». Una mobilitazione che, come evidenziato dalla capogruppo, non riguarda unicamente il comparto agricolo o gli autotrasportatori, ma tocca da vicino le tasche e la spesa di tutti i cittadini italiani.

Oltre tremila in piazza: la mobilitazione continua

I numeri del malcontento descrivono una situazione complessa e diffusa su tutto il territorio regionale: circa tremila persone stanno manifestando da undici giorni in diversi snodi strategici. Alle tute da lavoro degli agricoltori e ai mezzi degli autotrasportatori si sono unite diverse categorie produttive, affiancate da cortei pacifici che hanno attraversato le principali città calabresi, tra cui Cosenza.

«Di fronte a tutto questo è inconcepibile il silenzio dei media su una vertenza che certamente non riguarda solo la Calabria, ma tutto il Paese», prosegue Scutellà.

“Portare la voce dei lavoratori nelle istituzioni”

Al centro della contestazione ci sono i costi insostenibili della produzione, i rincari dell’energia e del carburante e una crisi che sta strangolando sia le piccole aziende agricole sia le famiglie.

«Tanti piccoli imprenditori agricoli non sanno come portare avanti le loro aziende, tante famiglie vanno a fare la spesa cercando di capire cosa ancora possono comprare», ha concluso Scutellà, lanciando un messaggio chiaro alle istituzioni regionali e nazionali: «Se a nessuno interessa questa situazione, a noi interessa moltissimo. Se nessuno ne parla, allora inizieremo a farlo noi nelle piazze e nelle sedi istituzionali».