L’ennesimo grave atto intimidatorio ai danni del personale sanitario scuote la Calabria, territorio dove la presenza pervasiva della ‘ndrangheta, la corruzione e un radicato senso di illegalità diffusa continuano a minare la sicurezza dei presidi pubblici e di chi vi opera con dedizione. L’ultimo episodio si è consumato questa mattina nel parcheggio dell’ospedale Gino Iannelli di Cetraro, dove sono state ritrovate due cartucce adagiate sull’automobile di Laura Siciliano, medico dirigente dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza e responsabile del laboratorio di Analisi della struttura sanitaria tirrenica. Un gesto chiaramente minatorio che si inserisce in una scia di aggressioni e minacce sempre più frequenti nei confronti dei medici e degli operatori della sanità calabrese, esposti quotidianamente a rischi in un contesto ambientale fortemente compromesso.
L’episodio si rivela ancora più allarmante poiché non si tratta del primo atto ostile rivolto alla dottoressa Siciliano, segnale di un’ostilità mirata che richiede la massima attenzione da parte delle istituzioni e della magistratura. Sui contorni della vicenda sono in corso gli accertamenti dei carabinieri, impegnati a ricostruire la matrice del gesto e a individuare i responsabili di un’intimidazione che punta a instillare la paura all’interno di una struttura sanitaria strategica per la fascia tirrenica. La comunità locale e il mondo della sanità attendono risposte rapide e incisive, fiduciosi nelle indagini avviate dalle forze dell’ordine e nella capacità dello Stato di proteggere chi lavora per la salute dei cittadini.
Sulla vicenda si è espresso anche il consigliere regionale della Calabria Antonio De Caprio (Forza Italia), sottolineando la piena fiducia nell’autorità giudiziaria e ricordando come il territorio pretenda un segnale di fermezza esemplare di fronte a un clima inadeguato al civile convivere. A supporto della legalità sul Tirreno cosentino è giunto il potenziamento degli organici deciso dal dipartimento della Pubblica sicurezza, che ha assegnato trentacinque nuovi agenti alla Questura e ai commissariati della provincia di Cosenza, di cui ventuno destinati specificamente ai presidi di Paola e Diamante. L’auspicio comune è che il rafforzamento della presenza dello Stato possa contrastare la spirale di arroganza e criminalità che continua a soffocare le strutture pubbliche calabresi.



