Cassano all’Ionio intende raccogliere l’eredità spirituale e politica di Giorgio La Pira per proporsi come centro propulsore di pace e dialogo nel Mediterraneo. La proposta arriva direttamente dal presidente del Centro Studi Giorgio La Pira della città termale, Francesco Garofalo, il quale ha sottolineato l’importanza di assumere una posizione chiara di fronte alle tensioni internazionali e alle guerre in corso.
“Perché Cassano? Perché Cassano è diocesi antichissima, è frontiera, è terra dove la pace non è un convegno. La Pira, sindaco santo di Firenze, nel 1955 inventò i ‘Colloqui per la pace’ per trasformare Firenze in città posta sul monte. Cassano ne raccoglie l’eredità in un tempo in cui il Mediterraneo è tornato a essere muro, non lago”, dichiara Francesco Garofalo, spiegando il valore simbolico e concreto dell’iniziativa per il contesto calabrese e mediterraneo.
Un atto politico nel solco della lezione lapiriana
L’iniziativa non nasce dall’assenza di conflitti, ma dalla necessità di schierarsi a tutela delle fasce più vulnerabili della popolazione. “Non perché non ha conflitti. Ma perché deve scegliere da che parte stare quando il conflitto arriva: dalla parte dei bambini, della povera gente, di chi non ha parola. In un tempo di fucilazioni in diretta e di strade che dividono, dire che una città calabrese vuole essere Città della Pace è un atto politico. Nel senso più alto, lapiriano, del termine”, prosegue Garofalo, richiamando la visione fondativa del celebre sindaco di Firenze.
Il presidente del Centro Studi rimarca l’attualità del pensiero lapiriano, citando una celebre corrispondenza d’epoca: “Meno machiavellismo e più poesia, scriveva La Pira ad Andreotti nel 1952. Quella poesia che si radica nella grazia e che è un valore reale, costruttivo, vittorioso. Cassano ci deve provare. È poco? Forse. Ma è l’unico modo per non rassegnarsi alle guerre in atto nel mondo!”.
L’invito al sindaco Iacobini per la firma della Carta di Cassano
Per tradurre questa visione in un gesto concreto, il Centro Studi Giorgio La Pira propone la realizzazione di un incontro istituzionale da tenersi nella Basilica Cattedrale della città. L’evento intende coinvolgere le amministrazioni comunali della Sibaritide, del Pollino, dell’Arbëria e di tutti i territori che intenderanno aderire.
“Proponiamo un incontro dei Sindaci per la Pace a Cassano all’Ionio. Una giornata, nella Basilica Cattedrale, dove i sindaci della Sibaritide, del Pollino, dell’Arbëria e tutti i comuni che vorranno aderire si ritrovino non per un protocollo, ma per firmare una Carta di Cassano per la Pace. Non servono fondi. Serve una volontà”, spiega Garofalo.
L’appello si conclude con un invito diretto al primo cittadino affinché si faccia promotore dell’evento: “Se La Pira nel 1955 riuscì a far sedere a Firenze sindaci di Est e Ovest in piena guerra fredda, possiamo farlo anche noi nel 2026 da Cassano. Che il Sindaco Giampaolo Iacobini raccolga l’invito. Noi ci siamo”.



