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Due Italie a confronto: al Sud il coraggio del blocco civico, al Nord la vergogna del saccheggio

Nelle ultime ore le vicende di cronaca del nostro Paese stanno mettendo in luce una netta contrapposizione tra i differenti modi di scendere in piazza e far valere le proprie ragioni. Da un lato vi è il Mezzogiorno, dove lavoratori, famiglie e piccoli imprenditori hanno organizzato blocchi e presidi stradali per mostrare forte contrarietà di fronte all’aumento delle bollette, al rincaro del carburante e al generale rialzo dei costi della vita. Dall’altro si registrano, in diversi centri urbani del Settentrione, episodi caratterizzati da disordini, aggressioni al tessuto commerciale cittadino e comportamenti di matrice puramente vandalica.

Nelle strade meridionali, gli autotrasportatori e gli agricoltori hanno scelto la strada del presidio pacifico e costante lungo le arterie di snodo e i caselli. Pur trattandosi di una mobilitazione nata dall’esasperazione per conti aziendali non più sostenibili, l’azione dei manifestanti è improntata al senso civico e alla tutela della cosa pubblica. Nessuna vetrina infranta, nessun danneggiamento gratuito e nessun intento di creare devastazione: la sofferenza economica viene espressa con una condotta seria, ferma e rispettosa nei confronti della collettività.

Questa forma di dissenso composta cerca una sponda con le istituzioni per portare sul tavolo delle trattative i problemi concreti di chi produce, evitando di trasformare il disagio in un pretesto per danneggiare altri lavoratori o esercenti. Chi partecipa a questi presidi intende difendere il diritto alla continuità della propria attività e alla dignità del lavoro, mantenendo integra la responsabilità verso il territorio.

Il quadro appare differente in varie piazze settentrionali dove, a margine di cortei o raduni, gruppi isolati o frange violente hanno colto l’occasione per scatenare azioni sconsiderate contro negozi e spazi pubblici. Spaccare vetrate, forzare ingressi di esercizi commerciali ed asportare beni non rappresenta alcuna rivendicazione sociale né alcuna tutela dei diritti, bensì un semplice sfogo di violenza e microcriminalità che nulla ha a che spartire con i motivi della protesta.

Dalla comparazione tra queste due realtà emerge un insegnamento chiaro sul valore della presenza di piazza: la forza di una richiesta risiede nella lucidità delle proprie istanze e nel rispetto dei propri concittadini. Il Sud sta dimostrando come sia possibile sostenere una battaglia dura contro il carovita mantenendo intatto l’ordine civico, offrendo un modello di fermezza ben lontano dalle scene di saccheggio e distruzione a cui si è assistito in altre zone del Paese.