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Oltre 300 studenti del Valentini-Majorana in corteo per il futuro, il Comune di Castrolibero schierato al loro fianco

Oltre 300 studenti dell’Istituto Valentini-Majorana hanno dato vita a una manifestazione pacifica per le strade della città, rivendicando maggiore attenzione verso la scuola pubblica e garanzie concrete per il proprio percorso di studi e professionale. L’iniziativa si è svolta in un clima di grande compostezza civica, raccogliendo l’immediato e pieno sostegno da parte dell’Amministrazione Comunale di Castrolibero, che ha espresso vicinanza alle istanze portate in piazza dai giovani.

Le ragioni della protesta e la posizione dell’amministrazione

I ragazzi hanno sfilato per richiamare l’attenzione sulle principali criticità che interessano il mondo giovanile e l’istruzione, denunciando il progressivo definanziamento del sistema scolastico statale e il costante aumento del costo della vita, dai trasporti agli alloggi per i fuorisede.

L’Amministrazione Comunale di Castrolibero ha sottolineato la rilevanza dell’evento, evidenziando il valore civile di una mobilitazione ordinata: «Oggi oltre 300 studenti del Valentini-Majorana hanno deciso di far sentire la propria voce. Un corteo ordinato, civile e rispettoso, ma con una determinazione che non può lasciare indifferenti. Come Amministrazione Comunale siamo al loro fianco, senza esitazioni. Mentre troppo spesso i media nazionali preferiscono puntare le telecamere solo sui facinorosi per screditare il dissenso, la realtà racconta tutt’altro: racconta di autotrasportatori, di agricoltori e ora anche di giovani del nostro Sud che scendono in strada perché stanchi di essere ignorati. La domanda che dobbiamo porci è semplice quanto urgente: che futuro stiamo lasciando a queste ragazze e a questi ragazzi?».

Investimenti sul territorio e lotta allo spopolamento

Al centro del dibattito resta il tema della fuga dei cervelli e della necessità di creare opportunità concrete nel Mezzogiorno per evitare l’emigrazione forzata delle nuove generazioni.

«Viviamo in un Paese in cui aumentano il costo della vita e i prezzi degli affitti, mentre la scuola pubblica continua a essere privata di investimenti seri in favore di crescenti spese per il riarmo. Questi studenti stanno difendendo il loro diritto a studiare, a lavorare con dignità e a non essere costretti a fare le valigie per costruirsi una vita in un’altra nazione. La loro non è una protesta di facciata, è una lezione di partecipazione e senso civico. Le loro rivendicazioni sono giuste. La loro voce merita ascolto e rispetto. Noi ci siamo», ha ribadito l’amministrazione, confermando la volontà di mantenere aperto il dialogo con la comunità studentesca.