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Cibi ultraformulati, la sfida di Coldiretti all’Ue: pronta la class action per tutelare la salute

Azioni legali concrete e l’ipotesi di ricorrere alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea per fermare la diffusione dei prodotti alimentari ultra-trasformati. Questo il messaggio emerso durante la giornata di apertura del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, promosso a Roma da Coldiretti in collaborazione con The European House – Ambrosetti. L’organizzazione agricola intende valutare i presupposti per promuovere una class action contro i provvedimenti che agevolano il consumo di tali cibi, ponendo al centro la tutela delle persone e l’impatto di questi alimenti sulle fasce più giovani della popolazione.

La linea espressa dal segretario generale della Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, individua la protezione del benessere collettivo come priorità da anteporre agli interessi economici delle grandi aziende multinazionali del settore alimentazione. Alle sessioni di lavoro partecipano i presidenti Franco Aceto e Parisi insieme al direttore Cosentini.

I rischi legati ai prodotti ultra-processati e i costi per la collettività

“Siamo impegnati a garantire il giusto reddito agli agricoltori che producono quel cibo sano che garantisce il benessere di tutti a partire dalle giovani generazioni”, rileva Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria, ribadendo che le istituzioni europee dovrebbero prestare maggiore attenzione ai dati relativi ai rischi correlati all’assunzione costante di cibi ultra-trasformati.

Studi della comunità scientifica associano l’uso di questi preparati a circa 32 possibili effetti negativi sulla salute umana, legati ad apparati quali quello digestivo, metabolico, cardiovascolare e respiratorio, oltre all’incidenza sui casi di obesità o problematiche di fertilità. Ricerche condotte dall’epidemiologo Carlos Augusto Monteiro e apparse sulla rivista The Lancet indicano una correlazione tra alimentazione ricca di prodotti ultra-trasformati e un incremento della probabilità di sviluppare diabete di tipo 2 (+25%), stati depressivi (+23%), patologie cardiovascolari (+18%) e sovrappeso (+21%).

La diffusione di stili nutrizionali scorretti comporta rilevanti conseguenze di natura economica e sociale. L’impatto sul bilancio sanitario italiano per il trattamento delle malattie croniche collegate al cibo inadeguato è valutato dalla Fondazione Aletheia in circa 13.000.000.000 di euro ogni anno. Sul piano territoriale, i dati evidenziano che in Calabria la condizione di eccesso ponderale riguarda il 46% della popolazione adulta e una quota superiore a un bambino su tre.

Politiche comunitarie, iniziative locali e il Patto per la Salute

Coldiretti segnala la mancanza di norme europee atte a limitare o escludere la somministrazione dei preparati ultra-trasformati all’interno delle mense scolastiche e dei complessi sanitari. Sul tema si registrano decisioni in ambito locale: il Comune di Roma Capitale ha stabilito di escludere tali alimenti dai bandi relativi ai servizi di ristorazione destinati alle scuole, preferendo produzioni locali e di stagione. Al contrario, i più recenti orientamenti comunitari sui contratti pubblici non hanno integrato limitazioni normative per questa tipologia di prodotti.

Per contrastare questo scenario, Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia hanno avviato la campagna “Campagna Amica per la Salute”, con lo scopo di promuovere una collaborazione diretta tra il mondo agricolo e la classe medica. L’iniziativa prevede, tra le varie azioni, l’allestimento dei mercati contadini presso le strutture ospedaliere.

Un’indagine Coldiretti/Censis presentata durante l’evento rileva che il 79% degli italiani si esprime a favore di interventi normativi europei rivolti a contenere la presenza e la vendita dei cibi ultra-processati.