L’escalation dei costi energetici continua a mettere a dura prova i bilanci del settore della logistica, del trasporto merci e del comparto agricolo. Nel corso del vertice tenutosi in Prefettura a Milano tra i vertici di governo e i rappresentanti delle categorie economiche, si è registrato un cambio di passo sostanziale nell’approccio alla crisi.
Tra le opzioni sul tavolo della politica emerge in modo concreto la regolamentazione dei listini, sul modello di quanto già sperimentato da diversi Paesi europei. A confermare il cambio di prospettiva è stato lo stesso ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, spiegando come l’esecutivo sia «disponibile a ragionare anche di un tetto al prezzo del gasolio, cosa che c’è in altre realtà».
Un miliardo per la liquidità: al via i rimborsi alle imprese
Oltre agli interventi di prospettiva sul calmieramento delle tariffe, la risposta governativa punta ad avere un impatto immediato per garantire ossigeno alle aziende in sofferenza. La misura portante riguarda lo sblocco di un miliardo di euro complessivo, destinato a immettere liquidità diretta nei bilanci delle società di trasporto e logistica.
La macchina operativa dei rimborsi ha già avviato l’erogazione dei fondi. Nel dettaglio, il piano prevede il pagamento progressivo di circa mezzo miliardo di euro a breve termine, garantendo il trasferimento delle somme ad un ritmo sostenuto di 2.000 aziende al giorno, su un bacino totale di circa 32.000 realtà colpite. Un intervento strutturato per raggiungere capillarmente sia i grandi gruppi sia i piccoli e piccolissimi autotrasportatori.
Fermezza sulle proteste: tolleranza zero contro la violenza
Se da un lato l’esecutivo mantiene aperto il tavolo di confronto con le rappresentanze sindacali e produttive, dall’altro traccia un confine invalicabile rispetto ai disordini scoppiati lungo la rete autostradale e nei principali nodi logistici.
Di fronte agli episodi di violenza, tagli alle gomme dei veicoli e blocco della circolazione, il Ministero ha ribadito una linea di netta intransigenza: la tutela del diritto di sciopero non potrà coprire atti vandalici o intimidazioni ai danni di chi sceglie di continuare a lavorare. Tali derive – ha scandito il Ministro – valicano il merito economico della vertenza e rientrano pienamente nella gestione dell’ordine pubblico e della tutela penale.
Prospettive e dialogo
I canali istituzionali rimarranno attivi anche nelle prossime ore per monitorare lo stato di avanzamento dei pagamenti ed evitare nuovi blocchi alla catena di distribuzione. L’obiettivo condiviso dal Governo e dalle associazioni di categoria è isolare i facinorosi per permettere al settore di ripartire su basi di sostenibilità finanziaria e piena legalità.



