Nessuna persona deve sentirsi invisibile di fronte alla povertà estrema o alla solitudine. Trasformare l’assistenza in una concreta opportunità di ripartenza e garantire i diritti fondamentali a chi vive in condizioni di grave marginalità sociale è il principio guida del nuovo e imponente intervento promosso dal Welfare regionale.
Con l’approvazione della Convenzione di sovvenzione, sancita dal decreto direttoriale n. 251 del 3 settembre 2026, la Regione Calabria è ufficialmente beneficiaria di un finanziamento di oltre 2,15 milioni di euro per l’attuazione del progetto INtegra-49. Si tratta di un’iniziativa strategica promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali nell’ambito del Programma Nazionale Inclusione e lotta alla povertà 2021-2027, cofinanziato dal Fondo sociale europeo Plus. Il percorso vede la Regione Calabria nel ruolo di capofila di una solida alleanza operativa stretta con gli Ambiti Territoriali Sociali dei cinque capoluoghi di provincia, per rispondere in modo coordinato alle priorità di contrasto alla deprivazione material e di sostegno all’inclusione.
“L’approvazione del progetto INtegra-49 rappresenta un traguardo di straordinario valore umano e amministrativo per tutta la nostra regione”, dichiara l’assessore regionale al Welfare, Pasqualina Straface. “Quando parliamo di povertà estrema e di persone senza dimora non possiamo limitarci a risposte emergenziali o assistenziali. La dignità della persona deve essere il punto di partenza e il faro costante di ogni nostra scelta. Con questo investimento vogliamo superare la frammentazione del passato e costruire un welfare di prossimità capace di intercettare le fragilità nei vicoli delle nostre città, accompagnando le persone lungo percorsi reali e personalizzati di riscatto e autonomia”.
Interventi di pronto intervento e nuovi modelli abitativi
Per assicurare interventi tempestivi e strutturati, la strategia regionale prevede l’istituzione di una Cabina di Regia unitaria che guiderà una fitta rete di azioni su tutto il territorio calabrese. Le risorse permetteranno anzitutto di potenziare i servizi di pronto intervento sociale e di rafforzare le unità di strada, cioè i presidi mobili che operano direttamente sul campo per intercettare chi vive in stato di grave emarginazione. Parallelamente, si punta al superamento della sola accoglienza temporanea attraverso l’adozione di modelli innovativi come l’Housing First e l’Housing Led, che mettono la casa e la stabilità abitativa al centro del percorso di reinserimento. L’intervento non si limiterà agli aspetti materiali, ma garantirà una presa in carico multidisciplinare in cui i servizi sociali, sanitari, educativi e per l’impiego lavoreranno in sinergia per restituire salute, relazioni e opportunità di lavoro, affiancando a queste misure la distribuzione capillare di beni di prima necessità, kit per l’igiene personale e dotazioni destinate all’autonomia abitativa.
Le attività, che prenderanno il via a breve nei territori dei cinque Ambiti provinciali, integreranno in modo sistemico i servizi già presenti con le risorse del Pnrr e delle altre misure nazionali ed europee, facendo perno sulla preziosa collaborazione tra istituzioni, aziende sanitarie e organizzazioni del Terzo Settore.
“La casa, la salute, la formazione, il lavoro e gli affetti non sono compartimenti stagni, ma dimensioni legate a doppio filo”, prosegue l’assessore Straface. “La sfida che abbiamo assunto come Assessorato è quella di unire la programmazione e le risorse finanziarie con la sensibilità di chi opera ogni giorno in prima linea. Vogliamo valorizzare la straordinaria rete del Terzo Settore e degli operatori sociali, che rappresentano il cuore pulsante della solidarietà nei nostri territori”.
Avvio della fase operativa sul territorio
Con la presentazione formale della Dichiarazione di inizio attività al Ministero, la Regione Calabria avvia dunque la fase operativa di un modello di welfare territoriale fondato sulla personalizzazione dei percorsi e sulla vicinanza alle comunità locali.
“Vogliamo una Calabria nella quale nessuno sia lasciato solo o invisibile di fronte alla sofferenza e all’emarginazione”, chiude Straface. “Il compito delle Istituzioni non è soltanto offrire un riparo per la notte, ma restituire speranza, fiducia e possibilità concrete di futuro. Il valore di una comunità si misura esattamente da questo: dalla capacità di prendersi cura di chi è rimasto indietro e di farlo camminare di nuovo a testa alta”.



