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Carburante, UIL Scuola Calabria: «Scuole calabresi a rischio, servono misure immediate per studenti e personale»

La carenza di carburante nel Mezzogiorno rischia di provocare pesanti ripercussioni sul sistema scolastico calabrese. A lanciare l’allarme è la UIL Scuola Calabria, che richiama l’attenzione sulle specificità di un territorio fortemente caratterizzato dal pendolarismo e da una rete di trasporti pubblici spesso complessa. L’eventuale blocco della mobilità minaccia di tradursi nell’impossibilità, per migliaia di studenti e lavoratori della scuola, di raggiungere i propri istituti.

Il Segretario Generale della UIL Scuola Calabria, Luca Scrivano, evidenzia la gravità della situazione richiamando le posizioni già espresse a livello nazionale dal Segretario Generale Giuseppe D’Aprile. La struttura geografica della regione, segnata dalla presenza di numerose aree interne e da istituti scolastici articolati su differenti plessi, rende il settore particolarmente vulnerabile a eventuali interruzioni nella distribuzione dei carburanti.

«La carenza di carburante che sta colpendo il Mezzogiorno rischia di abbattersi con particolare durezza sulla Calabria, dove la scuola vive di pendolarismo: studenti che ogni giorno percorrono decine di chilometri dai paesi dell’entroterra, famiglie, docenti, personale ATA e Dirigenti scolastici che raggiungono sedi lontane, spesso con mezzi propri o affidandosi a un trasporto pubblico già fragile. Se si fermano i trasporti, si ferma la scuola.»

Le richieste del sindacato a Regione, Prefetture e Ufficio Scolastico Regionale

Per contrastare i possibili disagi e prevenire l’interruzione del pubblico servizio, l’organizzazione sindacale ha formulato tre richieste d’intervento rivolte alle istituzioni competenti. Alla Regione Calabria e agli enti locali viene sollecitata la garanzia di un accesso prioritario alle forniture di carburante per i mezzi adibiti al trasporto scolastico e al trasporto pubblico locale.

Contestualmente, si chiede alle Prefetture di istituire un tavolo di coordinamento con i Comuni e le aziende di trasporto per un monitoraggio capillare delle singole realtà territoriali. All’Ufficio Scolastico Regionale si richiede invece l’emanazione di linee guida chiare per la gestione della flessibilità organizzativa negli istituti, tutelando il personale da conseguenze economiche o disciplinari in caso di assenze o ritardi dovuti a cause di forza maggiore.

«Condividiamo pienamente la preoccupazione espressa dal nostro Segretario Generale. In una regione come la nostra, segnata da aree interne, piccoli comuni e istituti articolati su più plessi distanti tra loro, anche pochi giorni di difficoltà negli approvvigionamenti possono tradursi in classi vuote, servizi scolastici sospesi e personale nell’impossibilità oggettiva di raggiungere il posto di lavoro. A pagarne il prezzo sarebbero ancora una volta le comunità più fragili, aggravando un divario territoriale che la scuola dovrebbe colmare, non subire.»

Monitoraggio delle criticità e tutela delle comunità scolastiche

L’azione del sindacato punta a evitare che il costo dell’emergenza gravil sulle componenti più deboli della comunità scolastica o che comprometta la regolarità delle attività didattiche. La rete delle segreterie provinciali raccoglierà le segnalazioni provenienti dai singoli istituti per seguire l’evoluzione della situazione sui territori.

«Non accetteremo che le conseguenze di questa crisi ricadano su chi la subisce. I lavoratori della scuola non possono essere chiamati a rispondere di un disagio che non dipende da loro, e gli studenti calabresi non possono vedere compromesso il proprio diritto allo studio per l’ennesima emergenza scaricata sul territorio. La UIL Scuola Calabria seguirà la situazione scuola per scuola e invita il personale a segnalare ogni criticità alle segreterie provinciali.»