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Concorsi Regione Calabria, la protesta degli idonei: “Istituzioni sorde, la Commissione rinvia e calpesta la politica”

Un nuovo intoppo rallenta il percorso dei candidati inseriti nelle graduatorie delle selezioni pubbliche regionali. Nel corso delle ultime attività, la Commissione consiliare ha stabilito un ulteriore rinvio dei lavori senza indicare una calendarizzazione per la ripresa delle sedute. La decisione pone in una condizione di incertezza centinaia di figure professionali in attesa del reclutamento prima della scadenza formale degli elenchi ufficiali.

La sospensione delle procedure ha sollevato disappunto tra i professionisti coinvolti, i quali rimarcano come i passaggi di approfondimento tecnico potessero essere conclusi precedentemente. La posizione della rappresentanza dei candidati è espressa dalla nota del Gruppo Idonei Concorsi: “Ci troviamo di fronte a un atteggiamento incomprensibile: i membri della Commissione sono perfettamente a conoscenza delle nostre istanze e delle necessità del personale idoneo già dalla scorsa primavera, eppure continuano a riaggiornarsi al buio, giustificandosi con l’esigenza di procedere ad interlocuzioni che avrebbero potuto già svolgere in tutti questi mesi”.

La distanza tra le indicazioni nazionali e le decisioni locali

Il rallentamento riscontrato sul piano regionale mette in luce una divergenza tra gli orientamenti manifestati a livello centrale dai gruppi di maggioranza e le scelte adottate nelle sedi territoriali. La copertura delle carenze di organico mediante le liste esistenti garantirebbe un contenimento della spesa pubblica rispetto all’avvio di nuove procedure concorsuali, consentendo al contempo di rispondere tempestivamente alle esigenze dei piani di fabbisogno degli enti.

Per superare l’impasse, il gruppo ha indirizzato una sollecitazione ai rappresentanti della delegazione parlamentare calabrese, richiamando la possibilità di ricorrere agli istituti di mobilità e convenzione tra amministrazioni: “Per questo motivo, ci rivolgiamo direttamente ad autorevoli parlamentari della nostra regione, gli unici che si sono spesi per la causa, come l’onorevole Simona Loizzo e l’onorevole Alfredo Antoniozzi: chiediamo espressamente che si mettano in contatto con i Ministeri per i quali il PIAO ha già previsto l’assunzione di queste figure professionali. L’inserimento di questo personale potrebbe avvenire subito, senza bandire altri concorsi, ma semplicemente attingendo dalle nostre graduatorie vigenti, attraverso lo strumento della cessione”.

Gli appelli per l’utilizzo degli elenchi approvati

La vicenda solleva perplessità sul coordinamento tra le iniziative legislative intraprese a Roma e il seguito dato ai provvedimenti nelle commissioni regionali. Il mancato utilizzo degli elenchi rischia di vanificare l’esito dei percorsi selettivi già portati a termine.

La sollecitazione a dare attuazione agli indirizzi emersi viene ribadita dall’avvocato Luana Tassone e dal Coordinamento Nazionale del Gruppo Idonei Concorsi: “Non stiamo chiedendo favori personali, ma il rispetto della linearità istituzionale e del buonsenso. Se parlamentari del calibro di Loizzo e Antoniozzi, del vostro stesso colore politico, chiedono di sbloccare le graduatorie e di valorizzare le professionalità già formate, la Commissione non può voltarsi dall’altra parte. Pertanto, chiediamo che la politica Tutta, si muova concretamente presso i ministeri per attivare lo scorrimento e la cessione previsti dai PIAO, prima che il tempo scada. È un problema di coerenza democratica ed efficienza amministrativa: o gli uni o gli altri stanno facendo di testa propria, ignorando gli interessi dei cittadini e del Paese”.