Nonostante l’annuncio della sospensione del fermo dei tir da parte di Fedralog e le voci su un ipotetico smantellamento delle proteste, la mobilitazione dei trasportatori calabresi non si ferma. I manifestanti confermano la propria presenza sul territorio, rimarcando la volontà di mantenere vivi i punti di raccolta e annunciando persino l’apertura di nuovi presidi.
A far sentire la propria voce è Vito Michele Regio, consigliere comunale di Serra San Bruno, che smentisce categoricamente l’interruzione della protesta sul territorio:
«Nonostante le notizie circolate sullo smantellamento dei presidi, si comunica che quello di Vazzano è e sarà ancora attivo fino a quando le istituzioni non daranno le dovute risposte alle istanze dei manifestanti. Manifestare è un diritto, reprimere la protesta civile è un delitto».
La spaccatura dopo la decisione di Fedralog
La linea del rigore e della continuità trova forte sponda anche nelle parole di Matteo Talarico, esponente del movimento #MTA, che ha diffuso un messaggio sui canali social accompagnato da una foto delle proteste ancora in corso. Talarico prende le distanze dallo stop parziale delle sigle di categoria e rilancia l’invito alla mobilitazione generale:
«I presidi di #MTA continuano nonostante l’ancora incompreso sblocco di Fedralog. Invitiamo i trasportatori delusi, le imprese e la cittadinanza tutta a venirci a trovare nei nostri presidi pacifici di Falerna, Castrovillari, San Marco Argentano, Spezzano Albanese e i nuovi presidi pronti ad aprire! Avanti Tutta!»
Un fronte caldo in attesa del Governo
La situazione resta dunque estremamente tesa e frammentata. Da un lato la decisione di Fedralog, arrivata alla vigilia del Consiglio dei Ministri per congelare il blocco dei mezzi pesanti in attesa di segnali governativi; dall’altro la base dei lavoratori e i comitati territoriali che considerano insufficienti le garanzie finora ottenute.
Con i presidi strategici di Falerna, Castrovillari, San Marco Argentano, Spezzano Albanese e Vazzano ancora presidiati h24, la protesta civile promette di non arretrare finché non arriveranno risposte ufficiali e risolutive da parte delle istituzioni regionali e nazionali.



