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Diritto alla riparazione: in vigore nuove norme contro le “rotture” programmate

Mettere fine al modello di consumo «usa e getta», ridurre l’accumulo di rifiuti elettronici e dare una spinta concreta all’economia circolare. Con questi obiettivi entra ufficialmente in vigore in Italia il cosiddetto «Diritto alla riparazione». La normativa recepisce a livello nazionale la direttiva dell’Unione Europea attraverso il decreto legislativo n. 176/2026. La novità principale risiede nell’obbligo per i produttori di garantire la riparazione di elettrodomestici e dispositivi tecnologici anche al di fuori del periodo di garanzia, ponendo un freno alla pratica dell’obsolescenza programmata.

Risparmi economici e impatto ambientale previsto

Le stime elaborate dalla Commissione Europea evidenziano un impatto rilevante sia sul piano economico sia su quello della sostenibilità. A regime si prevede un risparmio complessivo di 12 miliardi di euro all’anno per i cittadini europei, affiancato da un taglio di 35 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici e da una riduzione pari a 261 milioni di tonnellate di emissioni di gas serra. Il percorso della riforma proseguirà nei prossimi anni: entro il 2027 è previsto il debutto di una piattaforma unica online ideata per consentire ai cittadini di confrontare in tempo reale i prezzi e le offerte dei servizi di riparazione.

Gli obblighi tecnici e l’accesso ai pezzi di ricambio

Dal punto di vista operativo, le aziende produttrici non potranno più opporre un rifiuto agli interventi di assistenza tecnica, salvo casi di impossibilità oggettiva. I marchi saranno tenuti a garantire la reperibilità dei pezzi di ricambio per un arco temporale compreso tra i 5 e i 10 anni dall’uscita del singolo prodotto dal mercato. La norma interviene anche sul fronte del mercato dell’assistenza, vietando l’impiego di blocchi hardware o software destinati a impedire l’utilizzo di componenti usati, compatibili o realizzati tramite stampa 3D. I componenti e i manuali di istruzione tecnica dovranno inoltre essere forniti a costi ragionevoli anche ai centri di riparazione indipendenti.

Incentivi per la garanzia e strumenti di cortesia

Per spingere i consumatori verso la scelta della riparazione a scapito della sostituzione immediata del prodotto, il decreto introduce specifiche misure di supporto. La decisione di riparare un bene ancora coperto da garanzia legale comporterà un’estensione automatica della copertura stessa per ulteriori 12 mesi. Parallelamente, i centri di assistenza avranno l’obbligo di mettere a disposizione dispositivi sostitutivi di cortesia per limitare i disagi dovuti alle tempistiche di intervento.

Le categorie di prodotti comprese nel provvedimento

Le indicazioni sulla riparabilità entrano in vigore con effetto immediato per una serie definita di beni di consumo. L’elenco comprende smartphone, tablet, lavatrici, lavasciuga, lavastoviglie, frigoriferi, congelatori, televisori, display e aspirapolvere.