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Catanzaro umiliato in casa dall’Ascoli: un passivo storico apre la crisi in classifica

La partita del riscatto e della svolta si trasforma nella pagina più umiliante della storia recente del Catanzaro. Tra le mura amiche del “Ceravolo”, le Aquile incassano un perentorio e tennistico uno a sei contro un Ascoli cinico e padrone assoluto del campo, precipitando al sesto e ultimo posto solitario della classifica di Serie B.

Una disfatta senza precedenti e senza attenuanti per la squadra guidata da Giorgio Gorgone, che era tornato al modulo tre-quattro-due-uno lanciando Franky Tchaouna dal primo minuto in mediana e riproponendo Pafundi al fianco di capitan Iemmello.

Crisi nera e panchina a rischio per Giorgio Gorgone

Con un ultimo posto in graduatoria che brucia come una condanna e una squadra palesemente sfiduciata, la posizione dell’allenatore non è più difendibile e la dirigenza calabrese appare orientata a formalizzare l’esonero nelle prossime ore per tentare di salvare una stagione drammatica. La squadra non ha mostrato la reazione caratteriale richiesta dalla piazza e il passivo maturato sul terreno amico rappresenta un segnale inequivocabile della necessità di un cambio di rotta immediato.

La cronaca di un crollo inaspettato

Il match ha evidenziato limiti strutturali e psicologici profondi. Nonostante i tentativi tattici operati dalla panchina per dare nuova linfa alla manovra offensiva, gli ospiti hanno sfruttato ogni singola sbavatura difensiva legittimando il largo successo con una prestazione autoritaria. L’ambiente ora rumoreggia e la società è chiamata a decisioni drastiche per evitare il baratro della retrocessione.