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Caporalato e sfruttamento in un maneggio a Cirò Marina, scatta l’arresto per il titolare

Un’operazione a tutela dei diritti dei lavoratori più vulnerabili è stata portata a termine dal Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro (Nil) di Crotone. L’attività investigativa, minuziosamente condotta dai militari dell’Arma e coordinata dal Procuratore della Repubblica di Crotone, Domenico Guarascio, ha permesso di evidenziare un grave caso di illecita intermediazione e sfruttamento lavorativo all’interno di un maneggio della provincia crotonese.

L’operazione è culminata con l’esecuzione di un’ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del titolare e il sequestro preventivo delle infrastrutture aziendali. Il provvedimento è stato emesso a carico di Vincenzo De Leo, 26 anni, di Cirò Marina.

Lo sfruttamento con la falsa promessa del permesso di soggiorno

Grazie alla proficua sinergia tra la Procura della Repubblica e i Carabinieri del Nil, da sempre in prima linea nel contrasto del fenomeno del caporalato, è stato possibile interrompere le prolungate vessazioni subite da un cittadino extracomunitario privo di permesso di soggiorno.

Il titolare della struttura, approfittando dello stato di bisogno e della condizione di clandestinità dell’uomo, lo aveva adescato con la falsa promessa di aiutarlo a regolarizzare la propria posizione sul territorio nazionale.

Turni massacranti e stipendi irrisori

Gli accertamenti svolti dai militari dell’Ispettorato del Lavoro hanno documentato nel dettaglio la gravità delle condizioni a cui la vittima era sottoposta. L’uomo era costretto a lavorare per dieci ore al giorno, sei giorni alla settimana.

In totale solitudine e privo di qualsiasi Dispositivo di Protezione Individuale, l’operaio doveva accudire oltre venti cavalli e occuparsi della pulizia di tutti gli stalli. Per queste continue mansioni, il lavoratore percepiva una paga oraria di soli 2,45 euro.

I provvedimenti giudiziari e il sequestro della struttura

Su richiesta della Procura della Repubblica di Crotone, guidata dal Procuratore Domenico Guarascio, il Giudice per le Indagini Preliminari, Elisa Marchetti, ha disposto l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari per l’indagato, unitamente al sequestro preventivo dei box e dei manufatti del maneggio.

Si tratta di un intervento tempestivo e determinante, che ha impedito il protrarsi delle violazioni e confermato il costante presidio di legalità garantito dalle forze dell’ordine sul territorio crotonese.