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Precari di San Giovanni in Fiore, Scutellà (M5S) incalza la Regione: «Faccia chiarezza sulla stabilizzazione degli “invisibili”»

Una condizione di perenne incertezza che dura ormai da oltre otto anni e un futuro lavorativo privo di garanzie chiare. È per riaccendere i riflettori sulla vertenza dei 173 lavoratori “invisibili” di San Giovanni in Fiore che la capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Elisa Scutellà, si è recata sul posto per portare la propria solidarietà e annunciare un’iniziativa istituzionale rivolta alla Giunta regionale della Calabria.

La visita e le storie dei lavoratori

Al centro dell’iniziativa politica ci sono le testimonianze dirette raccolte tra i lavoratori, padri e madri di famiglia rimasti sospesi in un bacino di precarietà avviato proprio dalla Regione Calabria nel 2016.

«Questa mattina sono stata a portare la mia solidarietà umana e politica ai cosiddetti invisibili di San Giovanni in Fiore – ha dichiarato in una nota la capogruppo pentastellata –. Quelle che ho ascoltato sono storie che mi hanno toccato profondamente, che parlano di una vita di continua precarietà che deve trovare finalmente una sua fine. In base ai racconti raccolti e alle informazioni in mio possesso, la Regione non ha offerto alcuna chiarezza sui percorsi di stabilizzazione. In un momento storico complesso come quello attuale, in cui è già difficile arrivare a fine mese con un’occupazione stabile, questa situazione risulta ancora più insostenibile».

L’interrogazione all’assessore Calabrese

Per fare luce sulle intenzioni dell’esecutivo regionale, Scutellà ha formalizzato un’interrogazione indirizzata all’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Calabrese. L’obiettivo del documento ispettivo è chiedere alla Giunta di illustrare nel dettaglio le misure operative e le risorse finanziarie che si intendono destinare al Comune di San Giovanni in Fiore per consentire la contrattualizzazione definitiva delle unità coinvolte.

«Ricordo che è stata la stessa Regione Calabria ad avviare queste persone lungo questo percorso a partire dal 2016 – incalza l’esponente del M5S –. È indispensabile sapere se e in che misura la Regione metterà a disposizione i fondi necessari per supportare l’amministrazione locale».

Il rischio per le casse comunali

Il nodo centrale della vertenza riguarda anche la sostenibilità economica dell’operazione per l’ente locale. Secondo la capogruppo del M5S, l’ipotesi di equiparare gli “invisibili” ai tirocinanti di inclusione sociale rischia di tradursi in una misura penalizzante per il Comune florense.

«Equiparare questi lavoratori ai TIS rischia di trasformarsi in una trappola economica fortissima per un comune come San Giovanni in Fiore, che si trova sull’orlo del predissesto – conclude Elisa Scutellà –. Considerata la fragile situazione delle casse comunali, l’Ente difficilmente potrà sostenere nel lungo periodo il peso di stipendi e contributi previdenziali. La Regione smetta di fare melina e si assuma appieno le sue responsabilità».