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San Giovanni in Fiore, bufera sul sindaco Antonio Barile: l’opposizione ne chiede le dimissioni

Una vera e propria tempesta politica si abbatte sull’amministrazione comunale di San Giovanni in Fiore. Nel corso di una conferenza stampa convocata presso la segreteria politica dell’Olivaro, i rappresentanti dell’opposizione di centrodestra hanno lanciato un attacco frontale contro il sindaco Antonio Barile, chiedendone le dimissioni immediate e formali.

Al centro della contestazione vi è la gestione contabile ed edilizia di un fabbricato di proprietà del primo cittadino, un caso che secondo la minoranza avrebbe travalicato il piano amministrativo per trasformarsi in una questione morale non più rinviabile.

Le accuse: “Oltre 70mila euro di IMU non versata”

«Il sindaco Antonio Barile deve dimettersi adesso», hanno dichiarato compatti i rappresentanti dell’alleanza durante l’incontro con i giornalisti. «Gli accertamenti tecnici sul fabbricato di sua proprietà, dichiarato unità collabente nel 2013, confermano la fondatezza della questione morale che avevamo sollevato lo scorso marzo. Il primo cittadino ha mentito alla cittadinanza ed evaso oltre 70mila euro di IMU, secondo le nostre ricostruzioni».

La perizia dei tecnici comunali

A supporto delle contestazioni dell’opposizione ci sarebbero gli esiti delle verifiche condotte dagli stessi uffici municipali. Secondo quanto emerso dal sopralluogo, lo stato effettivo dell’immobile non rispecchierebbe i requisiti previsti dalla legge per beneficiare delle esenzioni fiscali destinate ai ruderi o ai fabbricati del tutto inagibili.

«La relazione del Servizio tecnico comunale, protocollata il 26 ottobre, è inequivocabile», hanno rimarcato gli esponenti di centrodestra. «L’immobile conserva le strutture principali, le murature, la copertura e tutti gli infissi esterni. Il tetto non presenta le condizioni di fatiscenza dichiarate nella documentazione catastale. Sebbene necessiti di interventi di manutenzione, le condizioni attuali non corrispondono a quelle di un rudere privo di autonomia strutturale. Sono fatti accertati dai tecnici del Comune che smentiscono categoricamente la rappresentazione di un edificio del tutto compromised».

Le ombre sulla Polizia Locale e il nodo etico

L’attacco delle forze di minoranza si estende anche alle presunte tensioni maturate all’interno dell’apparato municipale durante le fasi di verifica.

L’opposizione chiede infatti che Barile chiarisca pubblicamente «perché quell’immobile risulti ancora classificato come unità collabente» e per quale motivo «la documentazione richiesta dagli uffici comunali non sia stata prodotta nei termini indicati nella relazione». Viene inoltre sollecitata una risposta politica «sulle notizie relative ai contrasti con il comandante della Polizia locale, Rosario Marano, sorti proprio a seguito degli accertamenti sul fabbricato».

«È intollerabile — incalza la minoranza — che il sindaco dia ogni giorno lezioni di moralità agli avversari politici e taccia su una vicenda così grave che lo riguarda in prima persona. Il primo cittadino ha il dovere di rispettare le regole prima di pretenderne il rispetto dagli altri. La città ha diritto alla verità, alla trasparenza e alla certezza che tutti paghino le imposte dovute».

L’appello alle autorità fiscali

La conferenza stampa si è conclusa con una sollecitazione diretta agli enti di controllo tributario: «Chiediamo che si attivino gli uffici tributari e l’Agenzia delle Entrate per il recupero delle somme sottratte. La responsabilità politica è già enorme: Barile non ha più scuse e deve lasciare immediatamente la carica. San Giovanni in Fiore ha bisogno di un’amministrazione corretta e trasparente».