Un quadro critico caratterizzato da organici ridotti, un ricambio generazionale insufficiente e una flotta di automezzi ormai datata. È quanto denunciano le segreterie provinciali di Siulp e Siap riguardo al Reparto Prevenzione Crimine “Calabria Centrale” di Vibo Valentia. Le organizzazioni sindacali, a seguito di una prima segnalazione inviata il 15 ottobre 2026 alle strutture nazionali, hanno rilanciato la vertenza indirizzando una nota formale all’Ufficio per le Relazioni Sindacali del Ministero dell’Interno per chiedere interventi immediati e risolutivi.
Carenze strutturali e l’impatto sulla gestione dei servizi
I dati evidenziati dalle sigle sindacali descrivono una sofferenza operativa profonda: il Reparto opera attualmente con circa il 60% dell’organico previsto, con un picco negativo nel ruolo di agenti e assistenti, dove la scopertura raggiunge la metà delle unità necessarie. A questa situazione si sommano il progressivo innalzamento dell’età media del personale e i prossimi pensionamenti nei ruoli intermedi.
Le ripercussioni di tale carenza si riflettono direttamente sulla gestione quotidiana del lavoro, incidendo sulla pianificazione dei turni, sulla fruizione di ferie e riposi, sull’impiego nei fine settimana e sulle aggregazioni fuori regione. Sebbene l’Amministrazione abbia prospettato un adeguamento a 60 unità a partire dal 1° gennaio 2027, Siulp e Siap evidenziano come tale previsione sia legata a un assetto organizzativo futuro non ancora in vigore e soggetto a potenziali modifiche, insistendo sulla necessità di misure correttive immediate.
Automezzi senza ricambi dal 2020 e le richieste al Ministero
Sul fronte delle dotazioni strumentali, la situazione appare altrettanto complessa. Dal 2020 non si registra l’assegnazione di nuovi veicoli al Reparto Prevenzione Crimine “Calabria Centrale”. I mezzi in uso continuano ad accumulare chilometri, avvicinandosi alle scadenze di manutenzione e mettendo a rischio l’efficienza dei controlli sul territorio.
Con la nota inviata al Ministero dell’Interno, i sindacati sollecitano un piano straordinario di ripianamento degli organici con tempi e numeri certi, il rafforzamento dei ruoli scoperti, la revisione della programmazione dei servizi in base alle risorse reali e l’assegnazione di vetture idonee. Viene inoltre richiesta la convocazione di un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali per definire soluzioni condivise a tutela degli operatori e della sicurezza del territorio.



