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Il M5S rilancia il Reddito di cittadinanza 2.0: la proposta di Tridico per la coalizione di centrosinistra

Il Reddito di cittadinanza torna al centro del dibattito politico e si candida a diventare uno dei temi cardine per il programma di coalizione del centrosinistra. A rilanciare la misura è Pasquale Tridico, economista calabrese, ex presidente dell’Inps e attuale capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo.

La proposta punta a un modello “2.0”, concepito per ampliare la protezione contro la povertà e rendere più efficaci ed efficienti i percorsi di reinserimento lavorativo. “Il Reddito 2.0 deve entrare nel programma del fronte progressista”, ha dichiarato Tridico, tracciando una delle richieste centrali che il M5S intende portare al tavolo con gli alleati.

La critica al governo Meloni e il nodo degli occupabili

La riflessione di Tridico prende le mosse da una dura critica alle politiche sociali dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. Secondo l’ex presidente dell’Inps, la povertà nel Paese è aumentata e l’intervento del governo ha frammentato il sistema di tutela.

“Meloni ha fatto un’operazione subdola: non potendo eliminare interamente il sostegno per le fasce più deboli, ha cancellato il carattere universalistico della misura dividendo i poveri in categorie”, ha sostenuto Tridico.

La nuova versione pensata dal Movimento non guarda solo al sostegno economico, ma intende superare le criticità del passato concentrandosi fortemente sulle politiche attive del lavoro. L’obiettivo primario dichiarato è quello di rafforzare la parte dedicata agli occupabili, garantendo che l’aiuto economico sia affiancato da un vero ed effettivo reinserimento professionale.

Il progetto: formazione, imprese e il ruolo di Comuni e agenzie

Per evitare i limiti riscontrati nella prima stagione del Reddito, il progetto a cui lavora il M5S — con il contributo, tra gli altri, del vicepresidente Mario Turco — prevede una revisione profonda della formazione professionale, della gestione dei percorsi di reinserimento e del ruolo delle agenzie del lavoro.

Tra le novità operative ipotizzate figura la creazione di una piattaforma informatica innovativa, pensata per mettere in relazione diretta i beneficiari della misura con le imprese in cerca di personale, facilitando l’incontro tra domanda e offerta.

Risorse ed equilibrio politico: la sfida dei 10 miliardi

Il nodo più complesso da sciogliere resta quello della copertura finanziaria. Secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano, la misura richiederebbe un fabbisogno stimato di circa 10 miliardi di euro all’anno, con la necessità di reperire 3-4 miliardi aggiuntivi rispetto alle somme attualmente destinate agli strumenti di sostegno in vigore.

Sul piano politico, gli alleati del campo progressista mostrano un’apertura al dialogo, seppur con sfumature e priorità differenti:

  • Alleanza Verdi e Sinistra (AVS): Accoglie con favore il rafforzamento della protezione sociale.

  • Partito Democratico: Con il capogruppo al Senato Francesco Boccia, insiste sull’importanza di una protezione sociale universale e sull’adeguamento degli strumenti ai mutati contesti economici e sociali.

  • Italia Viva: Con Raffaella Paita, mostra un’apertura prudente, sottolineando la necessità di coniugare la tutela delle fasce fragili con un rigido contrasto alle truffe.

Conte e la spinta della base M5S

Per il presidente del M5S Giuseppe Conte, l’ampliamento della platea dei beneficiari rimane una priorità politica irrinunciabile. Nel corso di un intervento alla trasmissione Accordi & Disaccordi, Conte ha ribadito l’urgenza di estendere le tutele.

La linea ha trovato una legittimazione plebiscitaria anche all’interno del Movimento: durante la consulta degli iscritti (Nova), la proposta del Reddito 2.0 è stata approvata con il 97,8% dei voti.

Prospettive future

Il Reddito 2.0 si presenta oggi come una proposta programmatica aperta al confronto. Per trasformarsi in una misura concreta su cui i cittadini possano fare affidamento, la coalizione di centrosinistra dovrà trovare una sintesi condivisa su quattro punti chiave:

  1. Definizione precisa dei destinatari e dei criteri di accesso.

  2. Individuazione delle risorse finanziarie e delle relative coperture.

  3. Organizzazione dei servizi per l’impiego e percorsi formativi stringenti.

  4. Sistemi di controllo e obblighi per i soggetti occupabili.

La partita politica si giocherà nei prossimi mesi al tavolo del programma, dove la proposta del M5S dovrà integrarsi con le visioni e le proposte del resto della coalizione.