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Barriere architettoniche e diritto allo studio: la vicenda del piccolo Antonio a Crotone

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ha acceso i riflettori sulla condizione di Antonio, un bambino affetto da una grave disabilità motoria residente nel quartiere Fondo Gesù di Crotone. L’abitazione in cui vive si trova all’interno di un edificio sprovvisto di ascensore, costringendo il piccolo e la sua famiglia a superare quotidianamente quattro rampe di scale per poter raggiungere l’istituto scolastico.

La questione, emersa attraverso le segnalazioni della madre riguardo al perdurare delle criticità nonostante i mesi trascorsi, evidenzia il divario tra gli impegni istituzionali assunti e la loro concreta realizzazione. Come sottolineato dal CNDDU, l’amministrazione comunale di Crotone e l’assessorato alle Politiche sociali hanno manifestato sensibilità, avviando interlocuzioni e richiedendo ad ATERP Calabria una ricognizione degli alloggi pubblici accessibili.

La necessità di un intervento strutturale e tempestivo

Le difficoltà legate alla ricerca di un immobile idoneo, in un contesto caratterizzato da un’offerta limitata, rischiano di prolungare indefinitamente una situazione non più sostenibile. La mobilità quotidiana del bambino non incide soltanto sulla sfera abitativa, ma condiziona la continuità della sua esperienza educativa e grava in modo eccessivo sulle capacità fisiche della madre.

Secondo quanto evidenziato dal Coordinamento, occorre intensificare il raccordo tra i diversi enti coinvolti per verificare la fattibilità di un adeguamento dello stabile attuale o, in alternativa, accelerare l’individuazione di una nuova sistemazione. Nel frattempo, l’attivazione di servizi temporanei di assistenza alla mobilità potrebbe rappresentare un supporto immediato per alleggerire il carico quotidiano della famiglia.

Una riflessione sull’efficacia dell’azione amministrativa

Il caso sollevato dal CNDDU va oltre la singola emergenza, ponendo l’accento sulla programmazione e sul monitoraggio del patrimonio edilizio pubblico. La qualità delle risposte istituzionali si misura nella capacità di trasformare le intenzioni in soluzioni operative rapide ed efficaci, garantendo a ogni minore il pieno godimento dei propri diritti fondamentali e della vita sociale.