Conto alla rovescia per la fine dello smart working, quando un’eventuale proroga sembra ormai improbabile.
Il 1° settembre segna il ritorno al lavoro in presenza, ad eccezione dei lavoratori fragili o con figli under 14 che dovranno però sottoscrivere con l’azienda un accordo individuale.
I lavoratori che non aderiranno all’accordo dovranno lavorare in presenza non essendo previste al momento meccanismi automatici per i lavoratori fragili o per chi ha figli piccoli. Le norme, introdotte con il decreto semplificazioni pubblicato dopo Ferragosto in Gazzetta Ufficiale, sono state rese operative da un decreto ministeriale firmato dal ministro del lavoro Andrea Orlando.
Un ritorno, per l’esattezza, alle regole previste prima dell’era Covid. Ciò significa che il lavoro agile andrà autorizzato, in forma scritta, dal datore di lavoro su richiesta del dipendente. La novità è che le comunicazioni da parte dell’azienda al ministero saranno semplificate rispetto a come funzionava prima della fase di emergenza. Vediamo nel dettaglio.
Rispetto a come funzionava nell’epoca pre-Covid, i datori di lavoro non dovranno comunicare l’adesione dipendente per dipendente ma avranno la possibilità di inviare in modo semplificato i nominativi.



