“La situazione della sanità in Calabria? Drammatica e ogni giorno purtroppo ne abbiamo una dimostrazione”.
L’ennesima denuncia arriva da Amalia Bruni, leader dell’opposizione in Consiglio regionale. Gli annunci del governatore Roberto Occhiuto non si contano più ma la realtà vissuta dagli utenti è completamente diversa da quella raccontata al decimo piano della Cittadella regionale.
“L’ultima brutta notizia – racconta Amalia Bruni – arriva dall’Ospedale Jazzolino di Vibo dove un collega, di Pronto Soccorso ha avuto una sincope, è caduto e si è fratturato una costola. Sono rimasti in sei e hanno denunciato questa situazione insostenibile tempo fa con una lettera inviata a tutti, compreso il Prefetto e sindacati senza nessun risultato concreto, solo parole e a volte nemmeno quelle. Sono colleghi allo stremo che fanno turni massacranti e l’episodio di ieri sera purtroppo è la normale conseguenza per come si è costretti a lavorare”.
Dall’emergenza nell’emergenza al 118 alla carenza cronica di medici, specialisti e personale parasanitario, Amalia Bruni parla anche di un continuo esodo verso le strutture private e lo fa raccontando fatti realmente accaduti recentemente: “Un medico di Vibo delle infettive Covid, tempo fa è stato picchiato e si è licenziato, una dottoressa del Pronto Soccorso è stata aggredita in estate da un parente di un paziente e per le liste di attesa per visite, anche urgenti, siamo già a metà del 2024.
I colleghi dello Jazzolino chiedono una mano, altrimenti il Pronto Soccorso rischia la chiusura. Situazioni di questo tipo non si risolvono con incentivi economici come previsto dalla legge regionale che a mio avviso sarà certamente impugnata. Qua parliamo di colleghi che non possono fare oggettivamente di più, hanno già gettato il cuore oltre l’ostacolo e sono distrutti fisicamente e psicologicamente, non si può mandarli a morire in cambio di qualche centinaio di euro in più.
Bisogna assumere medici per ripristinare le condizioni essenziali perché i reparti, funzionino al meglio e in tutta sicurezza per sanitari e pazienti”.
Da qui l’appello a Occhiuto nella duplice veste di presidente della Regione e commissario della sanità calabrese: “Questa è la situazione a oltre un anno dalla sua elezione e dalle sue promesse per un ‘Rinascimento’ calabrese. Ieri le abbiamo chiesto di occuparsi non dei massimi sistemi ma delle cose di casa sua. Il triste esempio delle condizioni del Pronto Soccorso dello Jazzolino confermano che è tempo di agire rapidamente oppure sarà sempre di più Medioevo per la Sanità”.



