L’Università della Calabria è degna di nota per i piazzamenti nelle classifiche internazionali degli atenei statali di tutto il mondo. La sua offerta formativa è vastissima. Tra corsi di laurea tradizionali e di nuova attivazione, nel percorso e negli obiettivi formativi, introdotta la laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia.
Ed ecco che, com’è giusto che sia, si provvede ad ampliare anche il Campus. L’Unical ha bisogno adesso di nuove aule per la didattica a distanza e per la nuova facoltà di Medicina. Per realizzarle, indetta una gara da 7 milioni di euro, vinta provvisoriamente dal Consorzio Stabile COM Scarl di Modugno, già noto per aver costruito le residenze studentesche in contrada San Gennaro. Ma queste residenze, secondo le testimonianze di chi ci vive, sono piene di difetti e hanno subito anche il crollo di un solaio durante i lavori. Inoltre, gli impianti solari installati dal Consorzio non sono mai entrati in funzione. Come mai l’Unical continua a scegliere questo Consorzio per le sue opere edilizie? Quali sono i criteri che guidano le sue decisioni? E quali sono le garanzie che i nuovi “cubi” saranno sicuri e funzionali?
A gestire tutta l’edilizia dell’Unical è l’ingegner Stefano Aiello, un dirigente con esperienza nella pubblica amministrazione e con buone relazioni politiche. Ma soprattutto, è il braccio destro del rettore Nicola Leone, con cui condivide la visione dell’ateneo e forse anche le ambizioni personali. Tra i due c’è una fiducia assoluta, che si traduce in numerosi affidamenti diretti di progettazioni a professionisti scelti da Aiello stesso. Una pratica che esclude la concorrenza e che solleva dubbi sulla qualità dei lavori eseguiti o da eseguire. Così, il Consorzio che ha fatto crollare un solaio e che ha installato impianti inutili, si ritrova a costruire i nuovi “cubi” per l’Unical.
Un affare che puzza di cemento e di connivenza.



