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Salvataggio a mare a Bagnara Calabra: la verità di chi ha salvato i ragazzi

Una lettera aperta alle autorità e ai giornalisti per raccontare la verità su un salvataggio a mare avvenuto qualche giorno fa a Bagnara Calabra, in provincia di Reggio Calabria.

A scriverla è Antonio Minutolo, uno dei protagonisti dell’episodio che ha visto cinque persone in difficoltà in acqua, tra cui un uomo che stava annegando, e che sono state soccorse da alcuni bagnanti e da un’imbarcazione.

Minutolo denuncia la ricostruzione “assolutamente fantasiosa e fuorviante” che è stata data da alcune testate giornalistiche locali, che hanno attribuito il merito del salvataggio a un poliziotto fuori servizio, Massimo Barba, appartenente al Reparto Mobile di Reggio Calabria. Secondo Minutolo, Barba avrebbe solo lanciato un salvagente in mare, mancando i soccorrendi, e avrebbe fatto foto e video degli eventi, senza intervenire direttamente.

Minutolo racconta invece che il primo a tuffarsi in mare per aiutare l’uomo in pericolo è stato suo congiunto Carmelo Minutolo, che lo ha tenuto a galla con un materassino. Poi si sono gettati in acqua anche il padre dell’uomo e altri due ragazzi del posto, Antonio Velardo e Alessandro Velardo, che hanno lanciato un altro salvagente.

Minutolo, invece, ha raggiunto il porto di Bagnara e ha chiesto al proprietario di un’imbarcazione, Giuseppe Dato, di andare a recuperare le persone in mare. Così hanno fatto, issando a bordo tutti i cinque e riportandoli sani e salvi a terra.

Minutolo sostiene di avere delle prove della sua versione dei fatti, tra cui le telecamere di sicurezza presenti a bordo dell’imbarcazione di Dato e le testimonianze dirette dei presenti. Chiede quindi alle autorità e ai giornalisti di fare chiarezza sulla vicenda e di dare il giusto riconoscimento a chi ha salvato i ragazzi in mare.

“Tanto si doveva per onore della verità, dei rispettivi meriti – veri o presunti – e per il rispetto e l’onore che si deve alle Forze dell’Ordine ed alla Polizia di Stato”, conclude la sua lettera.