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Il Festival delle Serre, la serata, l’attimo

“Ci sono canzoni che ti colpiscono e ti rapiscono”: è sabato sera, a Cerisano si sono da poco accessi i riflettori sulla Ventinovesima edizione del Festival delle Serre; l’ideale sipario sugli spettacoli, che hanno come proscenio i tesori, gli spazi e gli angoli di questo magnifico tratto di terra calabra, si è aperto. Anzi, alcune rappresentazioni sono già terminate, ricevendo la doverosa dose di applausi dal copioso pubblico che ha scelto la “Portici delle Calabrie”, come il grande poeta cerisanese Vincenzo Greco definiva il suo paese, abbarbicato alle falde di Monte Cocuzzo e affacciato sulla Valle del Crati, per trascorrere questa fresca serata di fine estate. L’aria settembrina, in effetti, qui è gradevolmente frizzante e risulta particolarmente congrua ad accompagnare il principio, lo svolgimento e l’epilogo degli appuntamenti della sera, che sono solo un assaggio, seppur prelibatissimo, del cartellone festivaliero di quest’anno, ove l’arte e la cultura si combinano in un caleidoscopio emozionale di sospiro e meraviglia.

Quella meraviglia che ha già avvolto le varie platee, come quella dei cultori della musica classica, i cui sensi hanno ammirato “Le donne di Puccini”; ora, a concerto terminato, essi hanno già lasciato il Palazzo ducale e, dopo aver percorso Corso Carmine, sono in Piazza Zupi, e così pure coloro i quali hanno trovato diletto nell’assistere, presso il Teatro Saccomam, alla commedia romantica “F.RAM.MENTI”. Ecco, proprio adesso si è conclusa anche la proiezione de “La Sirenetta”, il lungometraggio griffato Disney, live action dell’omonimo film d’animazione del 1989, tratto dalla fiaba di Hans Christian Andersen, proposto, per la gioia delle bambine e dei bambini presenti, nella cornice dell’arena Chiusi. Adesso la piazza centrale del borgo è un lago pullulante di espressioni, volti, occhi, gran parte dei quali sono diretti al Teatro del Jazz di via Pianolungo, luogo diventato, nell’ultimo trentennio, iconico per Cerisano e per il suo Festival. In effetti, da sempre, quella dedicata alla sfera jazzistica è la Sezione principe della kermesse, il suo fiore all’occhiello, quello che, negli anni d’oro, è riuscito a rivaleggiare addirittura col Roccella Jazz, per partecipazioni di grido, livello artistico, riscontro di pubblico, rinomanza e prestigio.

Ecco, nel programma Jazz di quest’anno è possibile leggere alcuni nomi in grado di rinverdire quei fasti; nomi come quello di Karima, il cui concerto sta per cominciare: davanti all’ingresso di vico Siberia, nel cuore del centro storico, c’è ancora tanta gente in attesa di entrare; le hostess, incaricate dal Comune di Cerisano di garantire assistenza al pubblico, accolgono, come, del resto, negli spazi riservati alle altre sezioni, gli ospiti con gentilezza e sorrisi. Si entra, si fa qualche passo e si arriva all’ariosa gradinata predisposta nei giorni scorsi, protesa su una Piazzetta che, con le facciate delle abitazioni dal tempo ornate, un muro in pietra pennellato di verde e una finestrella ad arco, col contorno in mattoni, a far da sfondo al proscenio, sopra il quale si apre un firmamento di stelle e chiarore di luna, rammenta l’idea di uno stile bohémien, non disgiunto da un’austera eleganza; insomma, è la location perfetta per le performance inerenti a questo genere musicale dal così particolare richiamo di libertà; inoltre, essa regala un fantastico colpo d’occhio a chi arriva. E ad arrivare, proprio in questo momento, è Karima, raggiante, bellissima, cordialissima nell’interazione col pubblico che riempie all’inverosimile il parterre.

Ovviamente, è anche bravissima: la sua esibizione è un concentrato di talento, passione, sensualità, anche arguzia, con cui riesce a offrire interpretazione convincente e struggente al genio di Burt Bacharach, che con le sue composizioni e il suo pianoforte ha fatto sognare un universo generazionale ampio e trasversale. Canta, Karima, accompagnata dai suoi musicisti, che, nel dare ritmo e impronta sonora all’esibizione, ne sanno esaltare le sublimi doti vocali, nel corso di una concerto che spazia tra il Jazz, il soul, il rhythm and blues. E poi, a metà spettacolo, ecco la frase che resta, quella su cui elaborare un titolo e un articolo, quella che compendia il senso di una serata e di una vita: “Ci sono canzoni che ti colpiscono e ti rapiscono”. Karima, in poche parole, descrive il momento in cui il piacere di ascoltare o di fare musica si trasforma in amore; amore senza freni, senza limiti, come è capitato a lei con le composizioni di Bacharach. Un amore che questa giovane artista riesce a trasmettere, a veicolare, parlando con i suoi virtuosismi a ogni anima; un amore che colpisce e rapisce, appunto, fino all’ultima nota, fino a “Come in ogni ora”, la canzone portata a Sanremo alcuni anni fa e interpretata sul palcoscenico dell’Ariston proprio insieme col maestro Bacharach e con Mario Biondi: momento di magia allora, momento d’incanto adesso, a Cerisano, al Festival delle Serre.

Il concerto è finito, la gradinata si svuota, il vicolo che porta verso l’uscita su piazza Zupi è un fiume che sfocia, tra il dolce bruire di una fontana, nell’allegria dello Spiral Sound, con i Quarti Sospesi. Sì, la serata non è finita, e il Festival è appena iniziato: si annunciano altri appuntamenti memorabili, altre esibizioni, altre note a cui risulterà difficile rinunciare, perché, proprio come alcune canzoni, esse ti colpiscono, e ti rapiscono.