In Italia 2,4 milioni persone, 632mila edifici e 226mila imprese sono esposte a un elevato rischio alluvioni.
Se consideriamo anche i territori a pericolosità media arriviamo a oltre 8 milioni di persone esposte. Venezia è la provincia italiana con più persone residenti a rischio elevato (153.432), seguita da Padova (128.900), Bologna (92.300), Ferrara (91.000), Genova (87.300), Rimini (85.800).
A sud invece si segnalano le province di Cosenza (77.300) e Reggio Calabria (77.000).
Tra le grandi città emerge Roma con quasi 42.000 abitanti esposti a rischio elevato di alluvione.
A dirlo sono i dati Ispra elaborati nel dossier sullo stato di rischio del territorio italiano 2023 elaborato da Ance e Cresme.
Crotone la provincia con l’area territoriale a rischio più estesa
Le aree a pericolosità idraulica elevata sono il 5,4% del territorio nazionale, le aree a pericolosità media sono il 10%, mentre quelle a pericolosità bassa, allagabili in caso di eventi rari o estremi, raggiungono il 14% del territorio nazionale.
Emilia-Romagna regione più esposta al rischio di allagamento con oltre il 56% della superficie a pericolosità medio alta. Anche altre regioni hanno livelli considerevoli di pericolosità: Lombardia (18%), Calabria (17%), Veneto (13%) e Toscana (12%).
Su scala provinciale Ferrara è la provincia italiana con la percentuale maggiore di superficie esposta a elevato rischio di alluvione con ben ¼ del territorio esposto al rischio elevato.
Seguono Crotone (23,6%), Venezia (23,3%), Ravenna (22,2%) e Gorizia (22%)
Tutto ciò nonostante negli ultimi 20 anni l’Italia risulti essere il Paese maggior beneficiario del Fondo di solidarietà dell’UE, con oltre 3 miliardi di euro ricevuti, pari a circa il 37% dell’importo totale erogato a 28 Paesi europei (8,2 mld).



