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Cosenza, pochi e stremati infermieri ed Oss. Nursing Up proclama lo stato d’agitazione

Giorno 5 Dicembre u.s. il Coordinamento Regionale Nursing Up, dopo la manifestazione svoltasi in Piazza Matteotti a Catanzaro, ha incontrato e consegnato al Prefetto della città le motivazioni che hanno indotto il personale sanitario allo sciopero (che ricordiamo ha interessato tutta l’Italia) creando non pochi problemi nei vari ospedali e strutture sanitarie. La missiva è stata inoltrata al presidente del consiglio Giorgia Meloni e al governatore della Calabria Roberto Occhiuto.

Evidentemente la politica, i vari management aziendali, ancora una volta non hanno capito il malcontento che regna nelle strutture sanitarie calabresi!
“In mattinata – spiega il sindacato – è stata presentata all’Ispettorato del Lavoro di Cosenza una denuncia riguardante innumerevoli segnalazioni che ci sono pervenute da alcune unità operative dell’Azienda Ospedaliera. I motivi sono da ricercarsi nella chiusura da parte della direzione aziendale, nel non voler prendere atto della grave carenza di personale infermieristico, ostetrico e di supporto assistenziale (OSS) in molti reparti. Una situazione che crea forte disagio e scarsa qualità dell’assistenza “. Nei precedenti incontri con la direzione, il sindacato aveva infatti sottolineato “la necessità di assumere personale infermieristico e oss perché si stanno creando seri problemi inerenti proprio la qualità delle cure ai pazienti, con serie ripercussioni sulla salute stessa del personale caricato di ore di straordinario e mancanza dei riposi dovuti. Il Tutto in violazione delle norme sull’orario di lavoro”.

Nell’Azienda Ospedaliera di Cosenza, secondo il Nursing Up, sono tantissime le assenze fra personale infermieristico e oss dovute a malattie, gravidanze, congedi parentali e aspettative per legge 104/92. “Senza contare – continua il sindacato – il personale già andato in pensione e non ancora sostituito. Come si può pensare di mantenere efficienti i servizi con una carenza di personale di questo genere?”

“Come se non bastasse – spiega il Nursing Up – gli operatori sanitari vengono chiamati ad ogni ora del giorno per frequenti cambi turno o rientri nel giorno di riposo, perché i referenti infermieristici fanno i salti mortali per garantire la copertura del servizio. Per questi dipendenti si è creato uno stato di allerta continuo. È come mettere la vita personale extra lavorativa nelle mani del datore di lavoro. Dopo mesi di tavoli di trattativa, dove peraltro il Commissario Straordinario non si è mai visto, l’Azienda ha manifestato una totale chiusura ad effettuare nuove assunzioni che non può essere tollerata oltre, il personale subisce un clima sempre più tossico e punitivo che demotiva e crea frustrazione!”
Il Nursing Up pone in evidenza quanto sta accadendo nell’Ospedale Bruzio, anche per quanto riguarda la mancata trattativa sui DEP (differenziali economici professionali) ex fasce per l’anno 2023. Un obiettivo prioritario per il sindacato, che già da tempo ha presentato una propria proposta, che permetterebbe a molti lavoratori di incrementare lo stipendio in modo sostanziale.

Ad oggi tanti lavoratori aspettano, così come sta avvenendo in altre Aziende della Regione, l’avviso che l’Azienda dovrebbe fare entro il 31 dicembre (ultimo termine utile per poter attribuire le progressioni economiche con decorrenza 01.01.2023). Ma da quanto sembra ciò non avverrà, perché l’interesse è rivolto altrove, e la priorità dimostrata è rappresentata dagli incarichi di funzione, certamente importanti, ma che non interessano la stragrande maggioranza dei lavoratori.
Difatti anche durante l’incontro di giorno 08.11.2023 la nostra Organizzazione Sindacale metteva nero su bianco una proposta di regolamento. Le priorità, a nostro avviso, sono quelle di gratificare il personale spesso “demansionato”, riconoscere le indennità dovute e regolamentare definitivamente i tempi di vestizione e svestizione. Abbiamo quindi chiesto di discutere di queste proposte e successivamente parlare di incarichi di funzione (non a fine anno, considerando che la relativa procedura concorsuale si sarebbe procrastinata di sicuro nel 2024).

Non bastano le dotazioni organiche insufficienti, non basta la mancata valorizzazione sul piano economico e professionale dei professionisti sanitari, non basta il non rispetto delle norme contrattuali del CCNL 2019/2021. Eroi nella lotta contro il virus, ma dimenticati quando si tratta di riconoscere loro un diritto, ovvero quello di poter effettuare un pasto quando la mensa della loro struttura operativa è chiusa e questo accade nei turni serali, notturni, la domenica e nei giorni festivi. Come stabilito anche da una recente sentenza della Corte di cassazione, deve essere riconosciuto il buono pasto o l’equivalente economico in busta paga.
Stiamo assistendo, quello evidenziato dal sindacato Nursing Up, a una situazione ormai ai limiti del ridicolo, alla quale deve essere posto urgentemente rimedio.
Con la Delibera del Commissario Straordinario n. 619 DEL 07/12/2023 è stato approvato l’ennesimo regolamento che non tiene minimamente in considerazione i sanitari. In data 30/11/2023 in via Albo San Martino si è tenuto un incontro, nell’atto deliberativo c’è scritto: “incontro tra la delegazione delle Organizzazioni Sindacali, la RSU e la Direzione Aziendale, è stata concordata tra le parti l’approvazione unanime di un Regolamento aziendale per il servizio mensa e indennità sostitutiva (buono pasto)”
E’ bene chiarire che il Nursing Up non era presente e quindi non ha approvato nessun regolamento a “sfavore” dei sanitari. Qualcuno dovrebbe spiegarci per unanimità cosa s’intende, chi ha firmato e chi era presente!

Questa posizione a nostro avviso è assurda e sconcertante. L’Azienda Ospedaliera dovrebbe rispettare le sentenze della Suprema Corte di cassazione invece di interpretarle in modo negativo, disconoscendo allo stesso tempo al ruolo sanitario questo sacrosanto diritto. Se l’Azienda non rivedrà la sua posizione, rischia di essere coinvolta in numerosi contenziosi con il personale, con conseguenti “oneri finanziari significativi”. È già successo con i numerosi ricorsi presentati dal Nursing Up per la vestizione/svestizione.
A tal proposito dobbiamo evidenziare che con le sentenze:
N.17.03/2022 R.G. 381,2/2021
N. 17.03/2022 R.G. 3812/2021
N. 2036/2022 R.G. 1058/2022
N. 2037/2022 R.G, L963/2022
N.2038/2022 – R.G. 1797/2022
N.240/2023 – R.G. 4001,/2021,
N. 241,/2023 R.G. 4647/2021.
N.34112023 R.G. 2577/2022
N. 342/2023 R.G. 2080/2022
N.408/2023 N.5265/2021
l’Azienda è stata condannata al risarcimento dei dipendenti per il mancato rispetto del CCNL.

Per quanto sopra evidenziato, viste le numerose richieste (l’ultima è del 30.11.2023 avente oggetto “Criticità Medicina Valentini”) inviate alla Direzione strategica e rimaste prive di riscontro, ed in considerazione del fatto che, fino ad oggi, nell’Azienda Ospedaliera di Cosenza non sono stati applicati i tanti benefeci del CCNL 2019/2021, causa l’assenza di una contrattazione che guarda l’interesse generale dei lavoratori, il Nursing Up ha deciso di interrompere le relazioni sindacali e contestualmente proclamare lo stato d’agitazione che, andrà avanti ad oltranza, fino a che non giungeranno segnali positivi da parte dell’Azienda.

Nursing Up AO Cosenza