HomeTurismoBorgo calabrese inserito tra i più...

Borgo calabrese inserito tra i più belli da vedere in Italia e all’estero

ViaggiCorriere.it inserisce Mammola (RC) tra “I 18 borghi più belli da vedere una volta nella vita.

Mammola (Màmmula in calabrese[4]) è un comune italiano di 2 494 abitanti della città metropolitana di Reggio Calabria in Calabria, posto sul versante ionico della Calabria, tra l’Aspromonte e le Serre calabresi.

Paese di origini contadine, aveva una sussistenza basata sull’allevamento di bestiame, sui prodotti correlati e sull’agricoltura. Nel dopoguerra c’è stata una massiccia emigrazione verso le città del Nord-Italia, ma anche all’estero, in particolare verso Canada, Stati Uniti d’America, Argentina, Australia, Francia, Belgio e Lussemburgo.

Il capoluogo è arroccato sulle falde di una catena montuosa, contrafforte del Monte Limina (Parco nazionale dell’Aspromonte) e del Monte Seduto (Catena delle Serre).

Il vasto territorio è molto ricco di corsi d’acqua, testimonianza della presenza di fiumi e affluenti, tra i più importanti sono il fiume Torbido, il suo affluente Chiaro e le fiumare Neblà e Zarapotamo, usati anche per impianti di irrigazione. Sono presenti anche sorgenti di acqua oligominerale, che alimentano gli abitanti del territorio e dei paesi vicini.

Porta d’Accesso e Centro Visita del Parco nazionale dell’Aspromonte.
  • Fa parte della Comunità Montana della “Limina”, con sede in Mammola.
  • Parte del suo territorio, con il caratteristico Borgo medievale ricadono nel Parco nazionale dell’Aspromonte, del quale è Porta d’Accesso e Centro Visita.
  • È compresa nel Circondario della Locride.

Etimologia

Il toponimo Mammola appare per la prima volta tra il XI e il XII secolo, in un documento che faceva parte dei beni del Monastero di San Fantino. Inoltre, nel 1232, in un altro documento, si parla di un certo Rogerius de Mammula.

Storia

Le origini di Mammola risalgono al IV–V sec. a.C.: l’insediamento sorse sulle rovine di Malèa (Μαλέα in greco antico), colonia greco-locrese ricordata da Tucidide. Ai piedi scorre il fiume Chiaro, affluente del fiume Torbido. Nei pressi di quest’ultimo, un tempo detto Sagra, si sarebbe svolta nel VI secolo a.C. la cosiddetta battaglia del Sagra che vide i crotoniati sconfitti dai locresi alleati con i reggini.

Il nucleo di Mammola si sviluppò ulteriormente alla fine del X secolo d.C. Tra il 950 e il 986 sorse infatti un villaggio stabile, abitato dalle popolazioni che avevano abbandonato il litorale ionico per sfuggire alle incursioni saracene. Nel corso degli anni i monasteri divennero centro spirituale e di cultura. I monaci si dedicavano alla miniatura, al mosaico, all’innografia, allo studio degli antichi testi e delle scienze. Nello scriptorium, luogo destinato alla copiatura a mano, venivano trascritti codici, testi e trattati.

Mammola nel periodo feudale è appartenente a diverse famiglie: Giovanni Ruffo, Ruggero di Lauria, Anselmo Sabrasio, Raimondo del Prato, De Luna, Caracciolo di Gerace, Correale da Sorrento, Famiglia Carafa, nel 1540 il paese divenne capoluogo di Baronia allargando il suo territorio con Agnana. Successivamente passa alle dipendenze dei Gagliego, dei Loffredo, dei Ruffo, dei Pazzi, dei d’Aragona d’Ayerbe, dei Joppolo, di nuovo agli Spina, ai Barreca, ai del Pozzo e infine alla famiglia dei De Gregorio che la detennero fino al 1806, anno della soppressione del feudalesimo. I Del Pozzo, nobili di origine siciliana, contribuirono al governo del centro con 8 sindaci nell’arco di tempo dal 1718 al 1915, Con Nicodemo Maria Del Pozzo che mantenne la carica per più di 20 anni, dal 1871 al 1895.

  • 1718-…. Giovanni Del Pozzo Senior
  • 1828 Giovanni Del Pozzo Junior
  • 1830-47 Giovanni Del Pozzo Junior
  • 1851-52 Giuseppe Maria Del Pozzo – latinista
  • 1852-59 Domenico Francesco Del Pozzo
  • 1860-65 Nicola Antonio Del Pozzo Senior
  • 1871-95 Nicodemo Maria Del Pozzo
  • 1908-15 Nicola Antonio Del Pozzo Junior

Dopo l’unità d’Italia, le difficili condizioni economiche e sociali incisero profondamente sul vivere della comunità dando luogo a fenomeni di rivolta popolare e di brigantaggio. Cominciò l’emigrazione durata sino alla fine del XX secolo, dimezzando la popolazione.

Monumenti e luoghi d’interesse

Interno della chiesa matrice di Mammola (agosto 2019)

Diverse sono le testimonianze dell’antica storia di Mammola: la necropoli indigena a Monte Scifo, quella greco-romana a Santa Barbara, ellenica a Buccafurri e le grotte del Brigante, del Palombaro e della Turri. Famosa la battaglia avvenuta sul greto del fiume Sagra (oggi Torbido) VI secolo a.C., dove i Locresi alleati con i Reggini sconfissero i forti Crotoniati. Anticamente, quando non era ancora in uso la toponomastica, le vie ed i rioni del paese erano indicati con denominazioni di origine ebrea, araba e greca: Certò, Begna, Hfamurra, Buveri, Fana, Mammuleju, Ponzo, Cuccianni, Cundutteiu, Gellario, Gruttu, che ancora persistono.

Scorcio Chiesa Matrice

Il paese conserva il caratteristico borgo medievale contraddistinto da abitazioni una attaccata all’altra e strette viuzze raccolte attorno a numerose piazzette. I palazzi (De Gregorio, Guerrisi, Ferrari risalente all’epoca feudale, Del Pozzo, Florimo, Spina, Piccolo, a “Gellario” dei Barillaro di epoca più recente), edificati dal XV secolo in poi, riprendono lo stile architettonico che va dal classico al barocco. La Casa Tarantino è risalente al XIV secolo.

Scorcio Cuccianni

Vi sono poi edifici religiosi: la Matrice (XII secolo) a tre navate, la cinquecentesca chiesa della SS. Annunziata, quella della Madonna del Carmine e di San Filippo Neri (XVI secolo). La chiesa matrice è intitolata a San Nicola di Bari, nella cui cappella sono conservatele reliquie di san Nicodemo A.B., patrono della città. A san Nicodemo alla Limina è intitolato invece il Santuario, luogo dove visse il Santo; il santuario si trova nel Parco nazionale dell’Aspromonte. Le altre chiese sono quelle della Madonna del Carmine, dell’Annunziata, di San Giuseppe, di San Filippo Neri, la Grancia Basiliana di San Biagio, la chiesa dell’Assunta al Villaggio Limina, la chiesa di Reito nelle frazioni e l’antico monastero di Santa Barbara, ristrutturato in parte a Parco Museo Santa Barbara. Di recente costituzione anche il Museo famiglia Del Pozzo.

  • Chiesa Matrice di San Nicola di Bari
  • Chiesa della SS. Annunziata
  • Chiesa della Madonna del Carmine
  • Chiesa di San Filippo Neri
  • Chiesa di San Giuseppe
  • Grancia Basiliana di San Biagio
  • Santuario di san Nicodemo alla Limina
  • Chiesa dell’Assunta (Villaggio Limina)
  • Chiesa di Reito (Frazione Reito)

Santuario di San Nicodemo

Lo stesso argomento in dettaglio: San Nicodemo di Mammola.
Santuario di San Nicodemo

Il santuario di San Nicodemo si trova sull’altopiano della Limina, territorio del Parco nazionale dell’Aspromonte, ed è il luogo dove san Nicodemo Abate Basiliano, ha vissuto nel X secolo, insieme con altri monaci.

Parco museo Santa Barbara

Parco museo Santa Barbara, scultura

Il Parco museo Santa Barbara è un museo privato di arte moderna e contemporanea fondato dall’artista Nik Spatari su un antico monastero basiliano.

Palazzi nobiliari

I numerosi Palazzi, costruiti dal XIV al XVII secolo, alcuni nel corso degli anni ebbero diverse modifiche, sono testimonianza di dimora delle famiglie nobili del tempo, quando Mammola era uno dei centri più importanti della Calabria e sede di Circondario:

  • Palazzo Municipale ex-Gagliardi, Via Dante
  • Palazzo Del Pozzo, Via Dante
  • Palazzo De Gregorio, Via Dante
  • Casa Tarantino, Piazza del Parlamento
  • Palazzo Florimo, Via Dante
  • Palazzo Ferrari o del Feudatario, Via Cirillo
  • Palazzo Spina, Largo Pace
  • Palazzo Piccolo, Via Dante
  • Palazzo Guerrisi, Via Giovanni Pascoli
  • Palazzo Del Pozzo, Largo Machiavelli
  • Palazzo Barillaro, Via O. Zavaglia
  • Palazzo Barillaro, Località Scinà
  • Palazzo Barillaro, Località Scala

Aree naturali

Il vasto territorio comunale ricade nel Parco nazionale dell’Aspromonte e nella catena delle Serre Calabre ed è attraversato da una rete di sentieri, alcuni dei quali adatti all’escursionismo a cavallo e in bicicletta.

Il territorio di Mammola è meta di escursionisti. I sentieri più importanti sono:

  • Sentiero dei Greci, sentiero naturalistico e panoramico, anticamente era utilizzato dai locresi della Magna Grecia come via di comunicazione per raggiungere il mare Tirreno, le colonie di Medma (oggi Rosarno) e Ipponion (oggi Vibo Valentia). Il ripido e scosceso sentiero è percorso, come ex-voto, da devoti di San Nicodemo, che a piedi raggiungono il Santuario sul Monte Kellerana. In particolare i venerdì di luglio e agosto di ogni anno sono tradizionali i pellegrinaggi a piedi al Santuario di San Nicodemo. L’antico sentiero è segnalato dal CAI con il numero 212.
  • Cascata di Salino, percorso naturalistico caratterizzato dalla presenza di grandi massi granitici e ontani che ombreggiano le acque. Si può risalire il torrente camminando sul bordo dell’alveo o in mezzo all’acqua. Dopo l’ultima ansa appare la cascata, scorrendo tra gole di roccia ferrosa precipita con due salti dall’alto. Il torrente “Salino”, affluente del fiume Torbido, nasce dal monte Limina nel Parco nazionale dell’Aspromonte.
  • Monte Sant’Elia (746 m), si attraversa il Fiume Torbido, si segue la pista di Coraca-Castania costeggiata da uliveti e castagneti secolari. Arrivati in contrada Cerasara, con una pista e poi un sentiero si arriva in cima al Monte, dove si può ammirare una veduta panoramica, in particolare della catena montuosa dell’Aspromonte e delle Serre.
  • Rifugio Montano-Monte Seduto, il percorso segue una pista sterrata, attraversa ampi faggeti e pinete, costeggia il laghetto Marzanello, passando per il Monte Cresta fino a raggiungere la vetta più alta del Comune Monte Seduto (mt. 1143). Per un tratto si percorre il “Sentiero Italia”. Dopo si segue lo “stradone” che porta al Rifugio Montano. In questa zona sono presenti varie specie di funghi (porcini, rositi, ovuli, galletti). Il sentiero anticamente era una mulattiera importante per raggiungere Serra San Bruno e Pizzo sul Tirreno, presso il cui porto arrivavano le navi che importavano il merluzzo secco (lo “stocco”), che per questa via poi veniva portato a dorso di mulo a Mammola. La vecchia mulattiera in direzione Passo Limina-Passo Croceferrata è stata trasformata in una arteria chiamata “Strada di Cresta”.
  • Monte Scifo e Borgo Chiusa, arrivati alla rotonda della Chiusa si prosegue a piedi verso il Borgo Chiusa, caratteristico borgo rurale. Si imbocca la pista Tripitita che arriva alla frazione di Aspalmo. Lungo la strada alcuni sentieri portano sul Monte Scifo, salendo la pendice della montagna si giunge in cima. Il panorama è sulla costa jonica reggina, visto che il Monte è la massima altura affacciata al mare.
  • Altri sentieri: miniera Macariace-Marvelli-Monte Limina-San Nicodemo; Dai Piani della Limina al Santuario di San Nicodemo; Fiume Chiaro-Villaggio Limina; Fiume Chiaro-Corvo-Papuzzi; Fiumara Neblà-Valle Spana – Rifugio Montano; Rifugio Montano-Casermetta Vardaro; Passo delle Due Strade-Acquafredda-C/da Seduto-Laghetto Marzanello; Torre Cardito o Cardeto.

I sentieri di rilevanza nazionale che attraversano il territorio sono:

  • Sentiero Italia – Club Alpino Italiano – tappa N° 54: dal Passo del Mercante al Passo della Limina e la tappa N° 55: dal Passo della Limina a Mongiana.
  • Sentiero del brigante – G.E.A. – tappa nº 4: dal Passo del Mercante al Passo della Limina e la tappa nº 5: dal Passo della Limina a Croce Ferrata. Il sentiero del Brigante collega Gambarie di S. Stefano in Aspromonte a Serra San Bruno e Stilo
  • Il passo della Limina e il villaggio Limina sono anche punti referenti della Ciclovia dei Parchi della Calabria, da Laino Borgo a Reggio Calabria.

 

da Wikipedia