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Un anno dopo la tragedia di Cutro, la commozione dei superstiti e dei parenti delle vittime

Il 26 febbraio 2023, un caicco con a bordo 94 migranti, tra cui 35 bambini, affondò al largo della costa di Steccato di Cutro, in Calabria, dopo aver urtato una secca. Fu una delle peggiori stragi del Mediterraneo, che scosse l’opinione pubblica e sollevò interrogativi sulle politiche migratorie dell’Europa.

Un anno dopo, la rete 26 Febbraio, che riunisce circa 400 associazioni, ha organizzato una cerimonia in memoria delle vittime, sulla spiaggia dove avvenne il naufragio. Alle 4 del mattino, l’ora esatta dello schianto, centinaia di persone hanno acceso 94 candele e hanno disposto 35 peluche a cerchio, con al centro una maglietta bianca con la scritta Kr46M0, il nome in codice di uno dei neonati morti.

Tra i partecipanti, c’erano anche alcuni superstiti e familiari delle vittime, provenienti da Afghanistan, Iraq, Iran e Siria. Tra loro, una donna afghana che ha perso la sorella e due nipoti, e che si è sentita male per l’emozione. E Samir, un ragazzo afghano di 18 anni, che si salvò aggrappandosi a un pezzo di legno, e che ora vive ad Amburgo.

“Ho rivissuto le stesse emozioni di quel giorno, quando la barca è affondata ed è stato molto difficile”, ha detto. “I soccorsi sono arrivati tardi, avevamo visto una luce e pensavamo fossero i soccorsi invece era un peschereccio. Quando siamo giunti sulla spiaggia non c’era nessuno”. Samir, come gli altri superstiti e parenti delle vittime, chiede ai governi italiano e tedesco di potersi ricongiungere con i familiari rimasti nei paesi di origine, attraverso dei corridoi umanitari.

Durante la commemorazione, lo zio di un ragazzo morto nel naufragio ha recitato alcuni versetti del Corano, e poi tutti hanno pregato in direzione della Mecca. Al termine, due superstiti e due pescatori, che furono i primi a soccorrere i naufraghi, hanno gettato una corona di fiori in mare, e si sono abbracciati, piangendo per il ricordo di quella tragica notte.