Il progetto del ponte sullo Stretto di Messina promette la creazione di circa 1.750 posti di lavoro, tuttavia, altrettanti potrebbero essere persi a causa della soppressione dei traghetti.
Questa situazione solleva preoccupazioni, come evidenziato dal comitato cittadino messinese ‘Invece del Ponte’. Sottolineano che l’analisi costi-benefici non dovrebbe escludere l’analisi finanziaria, un punto cruciale per valutare la fattibilità del progetto.
Roberto Zucchetti, autore di un documento della società Stretto di Messina, ha precedentemente messo in discussione le ipotesi ottimistiche riguardo ai benefici del ponte, come la cancellazione completa del servizio di traghettamento e la sovrastima del risparmio di emissioni. Recentemente, una revisione dell’analisi costi-benefici ha suggerito che, calcolando correttamente il bilancio delle emissioni, i risultati potrebbero essere negativi.
Il comitato critica anche l’analisi per non aver considerato la perdita di circa 1.600 posti di lavoro legati ai traghetti e di altri posti a causa della chiusura di attività espropriate. Inoltre, mettono in dubbio la definizione di “definitivo” data al progetto, sostenendo che manca di studi approfonditi richiesti per legge, come quelli sulle turbolenze dei venti.
In conclusione, il comitato esprime preoccupazione per il fatto che il parere del Comitato scientifico, sebbene favorevole, include osservazioni e rilievi significativi che non sono stati adeguatamente affrontati o divulgati.



