«Io spero che sia un milanese a posare la prima pietra dei lavori del Ponte sullo Stretto. Parlavo con Parsons che è a Dubai: lì non ci sono comitati che lavorano contro l’esproprio. Però noi seguiamo la prassi, aspettiamo i prossimi 20 giorni per partire».
Lo ha detto il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, intervenendo a un convegno a Milano.
«Solo l’Italia vede la politica dividersi sulle infrastrutture, il dibattito sul si o no al Ponte è un delirio esclusivamente italiano, il Ponte è sovranista, il Ponte è fascista, è il Ponte di Salvini», aggiunge. «Mi fa piacere che dall’estero siano più sereni, obiettivi, curiosi e che guardino all’Italia come un modello», ha sottolineato Salvini.
Le associazioni insorgono
Intanto le Associazioni Italia Nostra, Kyoto Club, Legambiente, Lipu, Man e Wwf Italia, insieme alla “Società dei Territorialisti” ai “Medici per l’Ambiente – Isde” e ai Comitati “Invece del Ponte” e “No Ponte – Capo Peloro” hanno presentato alla Commissione Via del ministero dell’Ambiente “nuove Osservazioni” al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina «contestando nel metodo e nel merito» le integrazioni depositate dalla Stretto di Messina un mese fa in risposta alle richieste della Commissione stessa.
Le oltre 600 pagine delle Osservazioni “rafforzano” la tesi secondo cui il Ponte sullo Stretto di Messina «rimane un progetto dall’impatto ambientale gravissimo e irreversibile, non compensabile né mitigabile».
Nel testo si sottolinea che il lavoro di analisi prodotto dalla Stretto di Messina contiene un «errore eccezionalmente» grave, ovvero, «la totale assenza di una valutazione della somma che i vari impatti connessi alla realizzazione dell’opera producono». L’assenza del cosiddetto «effetto cumulo» rappresenta «una palese violazione della normativa vigente, sia comunitaria che nazionale».



