Gli scavi archeologici nell’area di Gravina, a Crotone, stanno rivelando tesori inestimabili sulla vita quotidiana dell’antica Kroton, una delle più importanti polis greche della Magna Grecia.
Monete, ceramiche e reperti unici
Tra i reperti emersi, monete d’argento e bronzo, frammenti di ceramiche, resti ossei e metallici, ma soprattutto imponenti strutture murarie risalenti al IV e III secolo a.C. stanno offrendo un quadro dettagliato della città nel suo periodo di massimo splendore.
Una fossa misteriosa
Particolarmente intrigante è una grande fossa, del diametro di circa 3 metri, riempita di ceramiche, oggetti di uso quotidiano e persino alcune monete. Gli archeologi ipotizzano che si tratti di una sorta di pozzo, ma le indagini sono ancora in corso per svelarne la funzione esatta.
Un quartiere in via di definizione
Le strutture murarie rinvenute, realizzate con blocchi di calcare e elementi fittili, suggeriscono la presenza di edifici importanti, forse templi, abitazioni o botteghe. Un ampio spazio aperto, privo di strutture ma ricco di reperti, potrebbe essere stato una piazza o un luogo di aggregazione per i cittadini.
Un viaggio nel tempo
Grazie a questa campagna di scavi, stiamo compiendo un affascinante viaggio nel passato, ricostruendo le abitudini, le attività e l’organizzazione sociale di una civiltà millenaria.
Un patrimonio da proteggere
L’auspicio è che questi preziosi reperti non vengano nuovamente sepolti, ma che vengano valorizzati e messi in mostra per permettere a tutti di ammirare la straordinaria eredità culturale di Crotone.



