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Mario Carbone, l’occhio del Sud: una mostra per celebrare la vita e l’opera di un grande fotografo

Sabato 23 novembre, presso il RiMuseum – Università della Calabria, si inaugura la mostra “Antropologia, tradizioni e ritualità meridionale tra Calabria e Lucania”, dedicata al grande fotografo e documentarista Mario Carbone.

L’esposizione, parte del progetto “CARBONE 100 I racconti di una vita. Fotografie dal 1954 al 1990”, prosegue il percorso intrapreso alla Biblioteca Stefano Rodotà di Cosenza e si concentra sul profondo legame di Carbone con il Sud e il suo straordinario viaggio in Lucania con Carlo Levi.

Un’immersione nel cuore del Sud

Attraverso le immagini di Carbone, il visitatore è invitato a un’immersione profonda nell’anima del Sud. Le fotografie, scattate con un approccio indagatore ed esistenziale, ritraggono usi, costumi, tradizioni e ritualità di un mondo che, seppur mutato nel tempo, conserva ancora intatta la sua forza e la sua autenticità. Gesti quotidiani, volti segnati dal tempo, paesaggi aspri e suggestivi: tutto è raccontato con uno sguardo attento e partecipe, capace di cogliere la bellezza e la dignità di un popolo che ha saputo resistere alle avversità.

Il Sud di Carbone: un patrimonio visivo inestimabile

Mario Carbone non è stato solo un fotografo, ma anche un testimone privilegiato della sua epoca. Con la sua cinepresa ha documentato momenti cruciali della storia italiana, come l’alluvione di Firenze, il terremoto del Belice e le manifestazioni studentesche del ’68. Ma è proprio nel Sud, la sua terra d’origine, che ha trovato la sua più profonda ispirazione.

“Amavo girare specialmente film che riguardavano il Sud, poiché è una terra più interessante. Nel Sud basta che punti la macchina da presa e già fai qualcosa”, dichiarava Carbone. E infatti, le sue opere, come “Stemmati di Calabria”, “Sedici anni dopo” e “Dove la terra è nera”, sono diventate un punto di riferimento per chi vuole comprendere la storia e la cultura del Mezzogiorno.

Un’eredità che continua a vivere

La mostra “Antropologia, tradizioni e ritualità meridionale tra Calabria e Lucania” è un omaggio a un grande artista che ha saputo coniugare la passione per la fotografia con l’impegno civile. Le sue immagini, cariche di emozione e di significato, ci invitano a riflettere sulla nostra identità e sulla nostra storia.