Una storia di orrore e indifferenza, quella che ha sconvolto la comunità di Nicotera. Vincenzo Vecchio, 66enne, è stato condannato dal tribunale di Vibo Valentia a 3 anni e 4 mesi per maltrattamenti in famiglia aggravati nei confronti del fratello, affetto da grave oligofrenia.
Per anni, la vittima è stata segregata in una stanza di appena 4 metri quadrati, un vero e proprio lager domestico. Privato della libertà, sottoposto a maltrattamenti fisici e psicologici, lasciato senza le cure necessarie, l’uomo ha vissuto un calvario inenarrabile.
Un ritrovamento choc
A porre fine a questa situazione è stato l’intervento dei carabinieri, che nel 2017 hanno trovato l’uomo in condizioni disumane: rinchiuso in una stanza fatiscente, sporca e infestata da insetti, denutrito e psicologicamente distrutto. Le indagini hanno poi rivelato un quadro ancora più agghiacciante: l’imputato, in qualità di tutore, avrebbe sistematicamente maltrattato il fratello, percuotendolo, insultandolo e tenendolo in uno stato di terrore costante.
La vittima si costituisce parte civile
La vittima, rappresentata dall’avvocato Francesca Comito, si è costituita parte civile ottenendo un risarcimento di 5 mila euro, oltre al rimborso delle spese legali. I giudici hanno inoltre disposto l’invio degli atti alla procura per indagare su una possibile falsa testimonianza del figlio dell’imputato.
Un caso che fa riflettere
La vicenda di Nicotera solleva interrogativi sulla tutela delle persone più fragili e sulla necessità di intensificare i controlli per prevenire e contrastare casi di maltrattamenti all’interno delle mura domestiche.



