L’Italia ha subito un’ondata di Covid-19 che ha causato oltre 197.000 decessi. Il primo caso ufficiale è stato registrato il 20 febbraio 2020, ma il virus circolava nel paese già da gennaio. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato la fine dell’emergenza sanitaria il 5 maggio 2023.
I numeri del Ministero della Salute sono drammatici: oltre 27 milioni di casi totali, di cui oltre 513.000 tra gli operatori sanitari, e 197.563 decessi. L’età media dei pazienti era di 45 anni.
Nonostante l’emergenza sia superata, gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) invitano a non dimenticare quanto accaduto. Il virus SarsCov2 è entrato a far parte dei patogeni respiratori che colpiscono soprattutto in inverno e va tenuto sotto controllo, come l’influenza.
La vaccinazione anti-Covid è stata di fondamentale importanza e resta un’arma cruciale. Al momento, la raccomandazione è di proteggere i più fragili, come gli anziani e chi ha malattie pregresse.
L’OMS avverte che il rischio di nuove pandemie è inevitabile. L’Italia ha potenziato la rete di sorveglianza e partecipa a diverse iniziative nazionali e internazionali per aumentare la preparazione nel rispondere alle emergenze.
La preparazione è un ciclo continuo e l’esperienza del Covid-19 deve aiutare a metterla tra le priorità.



