Lo sciopero nazionale degli autotrasportatori, proclamato dall’Unione Sindacale di Base (Usb), è iniziato con un blocco a oltranza che potrebbe influire sull’intera filiera logistica del Paese. La protesta, avviata il 1° marzo, coinvolge i lavoratori del settore merci ed è motivata dall’esasperazione per le condizioni di lavoro, il mancato rinnovo contrattuale e le recenti modifiche al Codice della Strada, considerate penalizzanti dalla categoria.
Le rivendicazioni dei lavoratori
Secondo il comunicato ufficiale dell’Usb, la decisione di scioperare è stata presa dopo un’assemblea estesa in provincia di Salerno, durante la quale i lavoratori hanno espresso la necessità di una mobilitazione immediata. Il sindacato denuncia l’abbandono delle istituzioni e la scarsa attenzione dei sindacati firmatari del contratto collettivo, il cui ultimo rinnovo non garantirebbe miglioramenti concreti per la categoria.
I conducenti chiedono in particolare garanzie contro la sospensione breve della patente, introdotta con il nuovo Codice della Strada. Il sindacato sottolinea che molte infrazioni non dipendono direttamente dai camionisti, ma dalle carenze infrastrutturali della Penisola.
Le difficoltà del settore
Ad esempio, la mancanza di aree di sosta attrezzate obbliga i conducenti di automezzi a fermarsi in zone non regolamentate, rischiando multe o provvedimenti disciplinari. Inoltre, i tempi di carico e scarico imposti dalla logistica, in particolare per garantire la catena del freddo, costringono molti autisti a viaggiare sotto pressione per rispettare la tabella di marcia, con un aumento del rischio di sanzioni per alta velocità. Strade dissestate, segnaletica inadeguata e normative poco chiare creano ulteriori difficoltà quotidiane, e la sospensione breve della patente diventa un’ulteriore criticità che può mettere a rischio il lavoro degli autotrasportatori.
Conseguenze dello sciopero
L’Usb ha già inviato richieste di incontro al Ministero dei Trasporti e al Ministero del Lavoro senza ricevere risposte. Per questo il sindacato ha optato per uno sciopero a oltranza, che proseguirà finché non verrà convocato un tavolo di discussione con le autorità competenti. Il blocco potrebbe causare ritardi nelle consegne di merci essenziali, con particolare impatto sul settore alimentare, che rappresenta oltre il 50% dei trasporti coinvolti nella protesta. Se la situazione dovesse prolungarsi, potrebbero verificarsi carenze nei supermercati e nelle filiere produttive.
In Italia, le merci vengono trasportate all’80% su gomma, mentre il trasporto su rotaia si attesta su percentuali poco superiori all’11%, nettamente inferiori alla media europea del 17,6%. Lo sciopero dei camionisti rappresenta dunque una prova di forza da parte di un comparto strategico per l’economia italiana, con conseguenze dirette sui consumatori.
L’Usb ha anche dichiarato che non esclude ulteriori azioni di protesta se il Governo non darà riscontri concreti alle richieste dei lavoratori. Nel frattempo, aziende e famiglie potrebbero subire le prime ripercussioni della mobilitazione, con un rallentamento nelle forniture e un potenziale aumento dei prezzi di alcuni beni a causa delle difficoltà logistiche.



