La Corte di Cassazione ha stabilito che un detenuto al 41 bis, il regime di carcere duro, può acquistare un lettore CD e ascoltare la musica che preferisce. La decisione è stata presa in seguito al ricorso di Domenico Laurendi, 56 anni, condannato per associazione mafiosa.
Il caso di Domenico Laurendi
Domenico Laurendi, soprannominato ‘Rocchellina’, è stato condannato in appello a 19 anni di reclusione nell’ambito del processo di ‘ndrangheta originato dall’operazione Eyphemos. Il detenuto aveva chiesto di poter acquistare un lettore CD e delle cuffie per ascoltare musica, motivando la richiesta con ragioni di studio e di lavoro.
La decisione del tribunale e della Cassazione
Il tribunale di sorveglianza di Torino ha accolto la richiesta di Laurendi, a condizione che il lettore CD fosse adeguatamente ‘piombato’ e che i dischi fossero regolarmente marchiati SIAE e sigillati al momento della vendita. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, respingendo il ricorso del ministero della Giustizia.
Le motivazioni della decisione
I giudici hanno ritenuto che l’ascolto della musica non costituisca un rischio per la sicurezza, a patto che vengano adottate le dovute precauzioni. In particolare, il lettore CD deve essere ‘piombato’ per evitare manipolazioni esterne, e i dischi devono essere originali e sigillati. Inoltre, sono previsti controlli costanti sul dispositivo durante gli orari di consegna.
Un precedente nel 2022
Un caso analogo si era verificato nel 2022 in un altro carcere piemontese, dove un detenuto al 41 bis aveva ottenuto il permesso di ascoltare la musica in cella.



