HomeDall'Italia e dal mondoPapa Francesco, condizioni stabili al Gemelli:...

Papa Francesco, condizioni stabili al Gemelli: miglioramenti confermati, ma dimissioni ancora lontane

La notte è trascorsa tranquilla per Papa Francesco, ricoverato al Policlinico Gemelli. La Sala Stampa della Santa Sede ha comunicato che le condizioni del Pontefice rimangono stazionarie e la radiografia effettuata conferma i miglioramenti riscontrati nei giorni scorsi. Tuttavia, è ancora presto per parlare di dimissioni o di un ritorno a Casa Santa Marta.

Cauto ottimismo, ma quadro clinico complesso

La prudenza rimane alta, data la “complessità del quadro generale”, come ribadito nel bollettino medico. Oggi ricorre il dodicesimo anniversario dell’elezione di Bergoglio al soglio pontificio, un evento che Francesco vivrà in ospedale. Sono previste alcune messe di ringraziamento, ma non ci saranno celebrazioni particolari, in linea con la sobrietà del Pontefice.

Viaggio a Nicea in forse, ossigenoterapia continua

Il miglioramento delle condizioni del Papa non consente ancora di ipotizzare un suo viaggio a Nicea, in Turchia, previsto per fine maggio, come auspicato dal Patriarca ecumenico Bartolomeo. La Sala Stampa vaticana precisa che tale viaggio non è mai stato ufficialmente annunciato e, data la situazione attuale, sembra difficile che possa realizzarsi in tempi brevi.

Papa Francesco continua l’ossigenoterapia, con alti flussi di giorno e ventilazione meccanica non invasiva di notte. Il bollettino medico conferma la stabilità del quadro clinico e il miglioramento della polmonite.

Giornata di preghiera e fisioterapia

Dopo aver seguito gli esercizi spirituali in collegamento con l’Aula Paolo VI, il Papa ha ricevuto l’Eucarestia, si è dedicato alla preghiera e alla fisioterapia motoria e respiratoria. Nel pomeriggio, ha continuato a seguire gli esercizi spirituali della Curia, alternando preghiera, riposo e fisioterapia.

Dimissioni, un’ipotesi legata alla coscienza del Papa

In merito all’eventualità di dimissioni, Mons. Giuseppe Baturi, segretario generale della Cei, ha affermato che si tratta di “una possibilità, ma è totalmente affidata alla coscienza del Papa”, citando una frase di Francesco: “La porta è stata aperta da Papa Benedetto, ma io non ho bussato ancora”.