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L’UE “mette in pausa” i dazi contro gli USA: Borse in ripresa, ma con cautela

L’Unione Europea ha deciso di sospendere per 90 giorni i dazi che aveva annunciato contro i prodotti americani. La notizia è stata data dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen.

Questa decisione è stata presa in risposta alla scelta degli Stati Uniti, guidati dall’ex presidente Donald Trump, di imporre delle tasse (chiamate “tariffe” o “dazi”) sull’acciaio e l’alluminio provenienti dall’Europa. L’UE aveva preparato una lista di prodotti americani da colpire con delle controtariffe, cioè tasse applicate sui prodotti importati.

Un portavoce dell’UE ha spiegato che, nonostante i Paesi membri avessero dato il permesso di procedere con queste contromisure, non sarebbero state applicate subito. L’intenzione era di pubblicare i documenti legali per far scattare i dazi in tre momenti diversi (15 aprile, 16 maggio e 1° dicembre). Tuttavia, dopo l’annuncio di una “pausa” di 90 giorni da parte degli Stati Uniti, l’UE ha deciso di aspettare. Il lavoro di preparazione per rispondere ai dazi americani continua, ma per ora non ci saranno annunci né azioni concrete.

La notizia ha avuto un effetto positivo sulle Borse europee, che avevano iniziato la giornata con un forte rialzo. Milano è salita del 6%, Francoforte del 5,3%, Parigi del 5,1% e Londra del 4,2%.

Tuttavia, a New York, dopo l’euforia iniziale per la sospensione dei dazi, gli investitori sono tornati a riflettere sulle possibili difficoltà causate da una “guerra commerciale” (cioè una situazione in cui diversi paesi si impongono a vicenda tasse sui prodotti importati ed esportati). Anche se per il momento è stata rimandata, l’incertezza legata alle decisioni del presidente Trump continua a preoccupare.

Infatti, i “future” (una sorta di scommessa sull’andamento futuro) sul Nasdaq (un importante indice di Borsa americano) sono scesi del 2,3% e quelli sull’S&P 500 (un altro indice di Borsa) dell’1,9%. Anche il valore del dollaro è diminuito, mentre l’euro è salito dello 0,8% rispetto alla moneta americana.

Il generale rialzo dei mercati azionari in Asia (Tokyo +9,1%, Seul +6,6%, Hong Kong +2,2%) è stato accompagnato da un aumento del prezzo dell’oro (+2,1%), considerato un “bene rifugio” nei momenti di incertezza, e da un calo del prezzo del petrolio (-2,5%), a causa dei timori di un rallentamento della crescita economica mondiale, soprattutto in Cina, che sta subendo dazi molto alti (125%) da parte degli Stati Uniti.

La moneta cinese, lo yuan, ha raggiunto il suo valore più basso rispetto al dollaro dal 2007. La banca centrale cinese sta cercando di svalutare la sua moneta per aiutare le esportazioni cinesi.

Anche i rendimenti dei titoli di Stato americani (Treasury) sono diminuiti (-4 punti base al 4,28%), tornando a essere considerati un investimento sicuro dopo le tensioni degli ultimi giorni.

In Europa, invece, i prezzi dei titoli di Stato sono leggermente diminuiti, perché gli investitori pensano che la Banca Centrale Europea (BCE) potrebbe non abbassare presto i tassi di interesse.

A Piazza Affari (la Borsa di Milano), le azioni che sono aumentate di più sono state Interpump (+10,5%), Nexi (+10%), Fineco (+9,6%), Prysmian (+9,4%) e Unicredit (+9,3%).