Ancora una doccia fredda per il Cosenza Calcio. Il Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) del Lazio ha respinto il ricorso presentato dalla società del patron Eugenio Guarascio, che chiedeva la sospensiva della penalizzazione di 4 punti inflitta dalla giustizia sportiva per il mancato versamento di Irpef e contributi Inps nella passata stagione.
Questa decisione del Tar rappresenta una battuta d’arresto forse definitiva per le speranze del club silano, anche se resta aperta la possibilità di un ulteriore ricorso al Consiglio di Stato. La notizia giunge come un’ulteriore mazzata per la tifoseria rossoblù, già provata da una stagione estremamente difficile.
Contro il ricorso del Cosenza si erano schierati la Figc, il Coni e ben nove società: Brescia, Carrarese, Cittadella, Frosinone, Mantova, Reggiana, Salernitana, Sampdoria e Sudtirol, tutte direttamente interessate nella lotta per evitare la retrocessione.
È innegabile che la penalizzazione abbia pesantemente condizionato il cammino del Cosenza in questo campionato di Serie B. Una squadra che, già di suo, appariva tecnicamente non del tutto attrezzata per affrontare al meglio la categoria, si è trovata a dover inseguire con un handicap significativo.
A sole cinque giornate dalla conclusione del campionato cadetto, il Cosenza rimane ancorato all’ultimo posto in classifica con 27 punti, distante ben otto lunghezze dalla zona playout. Raggiungere la salvezza, a questo punto, appare un’impresa che va oltre il semplice miracolo sportivo.
Dopo il rinvio della 34esima giornata, in programma inizialmente per oggi, a causa della scomparsa di Papa Francesco (la partita si giocherà il prossimo 13 maggio), domani, 25 aprile, i Lupi saranno attesi da una trasferta impegnativa. Il Cosenza sarà di scena a Salerno per sfidare la Salernitana. Un match che, alla luce degli ultimi sviluppi giudiziari, assume un significato ancora più amaro per i colori rossoblù.



