Una lunga notte di preghiera, silenzio e raccoglimento. Sul sagrato di San Pietro, centinaia di fedeli si sono accampati con sacchi a pelo e coperte, sfidando il freddo e la stanchezza pur di garantarsi un posto tra i primi alla cerimonia funebre di Papa Francesco.
La città eterna si è trasformata in un grande santuario a cielo aperto, con pellegrini arrivati da ogni angolo del mondo per rendere omaggio a un Papa che ha segnato un’epoca.
Famiglie, giovani, anziani, religiosi e laici: un popolo silenzioso e composto ha riempito piazza San Pietro già dalle prime ore del pomeriggio del giorno precedente le esequie. Alcuni si sono sistemati con stuoie e cuscini, altri hanno trovato riparo tra i colonnati berniniani.
Tra loro, il desiderio condiviso di essere presenti, di vivere questo momento storico non solo come spettatori, ma come parte attiva di una comunità globale riunita nel dolore e nella gratitudine.
Durante la notte, sono state organizzate veglie di preghiera, momenti di meditazione e canti spontanei in diverse lingue, dando vita a un’atmosfera quasi surreale, carica di spiritualità. I volontari della Protezione Civile, la Croce Rossa e i gruppi scout hanno distribuito tè caldo e coperte, mentre i volontari della Caritas offrivano conforto e assistenza.
Al sorgere del sole, la piazza era già colma. Migliaia di persone hanno accolto il feretro del Pontefice con un lungo applauso, rotto solo dalle lacrime di chi ha voluto dire addio a una figura che ha saputo toccare i cuori con la semplicità, l’umiltà e la forza della parola.
Una veglia popolare e sincera, specchio dello stile pastorale di Francesco: vicino alla gente fino alla fine, anche nell’ultimo viaggio terreno.



