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Conclave: la storica stufa ha 86 anni, ma la fumata bianca è affidata a quella nuova

Quando gli occhi del mondo si rivolgono al comignolo della Cappella Sistina durante un Conclave, l’attesa è tutta per un segnale di fumo: bianco o nero.

Dietro questo momento carico di storia e significato, operano due “protagoniste” inaspettate: due stufe, una antica e una moderna, che assicurano la riuscita di questa secolare tradizione.

Da ben 86 anni, una veterana stufa in ghisa partecipa fedelmente ai Conclavi, fin dal 1939. Il suo compito è fondamentale: bruciare le schede delle votazioni utilizzate dai cardinali elettori. Un rito che segna la conclusione di ogni scrutinio all’interno della Cappella Sistina.

Tuttavia, la fumata vera e propria, quella che annuncia al mondo se è stato eletto un nuovo Papa, non proviene da questa storica stufa. Dal 2005, infatti, le viene affiancata un’apparecchiatura elettronica più moderna. È questa seconda stufa, collegata al comignolo esterno, a generare il fumo del colore appropriato. Utilizza sostanze specifiche per creare la densa fumata nera, che indica una votazione senza esito positivo, o la tanto attesa fumata bianca, segnale dell’avvenuta elezione del successore di Pietro.

La scelta di introdurre una stufa dedicata ai segnali colorati è nata anche per risolvere le incertezze del passato. Non sempre, infatti, il colore del fumo era immediatamente chiaro, creando momenti di confusione tra i fedeli in attesa in Piazza San Pietro. Per eliminare ogni dubbio, dall’elezione di Papa Benedetto XVI nel 2005, la fumata bianca è accompagnata dal suono festoso delle campane della Basilica di San Pietro, rendendo l’annuncio “Habemus Papam” inequivocabile.

Nulla è lasciato al caso. Per garantire che questo sistema funzioni perfettamente, durante tutto il periodo delle votazioni un tecnico specializzato del Governatorato resta a disposizione in un locale adiacente alla Sistina. Grazie a un comando remoto, è pronto a intervenire immediatamente in caso di qualsiasi problema tecnico, assicurando che la celebre fumata possa compiere la sua storica funzione senza intoppi.

Così, nel cuore del Vaticano, tradizione e tecnologia si incontrano: la vecchia stufa brucia le schede come da decenni, mentre la sua “sorella” più giovane assicura che il messaggio inviato al mondo sia chiaro e visibile, perpetuando un rito affascinante e seguito a livello globale.