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Polistena, ex suora scrive un libro sugli abusi subiti da un parroco. Il Vescovo di Palmi: “Ferma condanna”

La Diocesi di Oppido-Palmi rompe il silenzio sulle gravi accuse di abusi sessuali mosse contro un sacerdote ottantenne, non più parroco, in riferimento a fatti che sarebbero avvenuti molti anni fa in una parrocchia di Polistena.

Le denunce pubbliche, emerse tramite alcune testate giornalistiche, sono state avanzate da un’ex suora, Chiara Scarfò – autrice del libro “Mi svelo” – e da un laico, i quali raccontano di aver subito violenze durante l’adolescenza da parte del religioso diocesano.

In una nota ufficiale diffusa dalla Diocesi, il vescovo Mons. Giuseppe Alberti ha espresso profondo turbamento e rinnovata responsabilità dinanzi a queste notizie. “Fatti risalenti a molti anni fa, che, se confermati, suscitano in tutti noi profondo turbamento e rinnovata responsabilità,” ha dichiarato Mons. Alberti, aggiungendo che tali episodi, “se verranno accertati come veri, ci sconvolgono e che condanniamo senza timore alcuno.”

La Diocesi, animata da spirito di giustizia e verità, auspica che “gli eventuali responsabili vengano chiamati a rispondere attraverso i percorsi previsti dalla legge e che, anche a distanza di tempo, sia possibile far emergere ogni elemento utile a ricostruire quanto accaduto.” Il vescovo ha inoltre auspicato che venga presentata denuncia alle forze dell’ordine affinché “accertino la verità, nonostante il tempo trascorso,” rivolgendo un pensiero speciale a coloro che “quelle violenze avrebbero subito e che hanno cambiato la loro esistenza.”

Mons. Alberti ha sottolineato come la Chiesa Diocesana viva queste situazioni come “una profonda ferita, che interpella la coscienza e la responsabilità di tutti, e che ci richiama a un rinnovato impegno per la trasparenza e la tutela dei più fragili.” Ha descritto le denunce come “una ferita aperta che ci inducono ad andare fino in fondo anche attraverso verifiche interne, che verranno effettuate con la massima severità perché vogliamo che la Chiesa sia un luogo sicuro, soprattutto per i bambini, i giovani e le persone vulnerabili.”

La nota ha evidenziato l’impegno della Diocesi nella prevenzione e nella tutela dei minori e delle persone vulnerabili, affermando di aver “già cominciato a investire sulla tutela dei minori e le persone vulnerabili, avviando con convinzione un’attività formativa, di prevenzione e di vigilanza.” Il presule ha ribadito la consapevolezza che “l’efficacia delle linee guida avviate dalla Cei passa inevitabilmente attraverso un lavoro capillare di accompagnamento di chi ha responsabilità educative all’interno dei nostri gruppi e comunità cristiane.”

L’auspicio finale della Diocesi è che “cresca sempre di più nei nostri ambienti ecclesiali una cultura del rispetto e della salvaguardia dell’infanzia e del variegato mondo della vulnerabilità,” confermando la propria piena disponibilità alla collaborazione con le autorità competenti.