La Calabria, pur ricca di risorse e potenziale, si trova ancora a fare i conti con la persistente piaga del lavoro nero, un fenomeno che non solo danneggia l’economia legale, ma soprattutto calpesta i diritti dei lavoratori e alimenta lo sfruttamento. Tuttavia, la risposta delle autorità è ferma e costante, con operazioni di vigilanza che quotidianamente portano alla luce e sanzionano queste gravi irregolarità.
Nei giorni scorsi, il personale ispettivo dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro (Itl) di Cosenza ha condotto un’intensa attività di controllo che ha interessato due settori particolarmente esposti al fenomeno: quello dei pubblici esercizi e quello edile. I risultati di queste verifiche sottolineano la necessità di mantenere alta la guardia.
Nel settore dei pubblici esercizi, un’operazione condotta in un ristorante situato lungo la costa tirrenica ha rivelato una situazione allarmante: sono stati trovati ben quattro lavoratori intenti a svolgere la propria mansione completamente in nero. Tre di questi, inoltre, erano cittadini extracomunitari privi del regolare permesso di soggiorno, una circostanza che aggrava ulteriormente la posizione del datore di lavoro. Di fronte a queste gravi violazioni, l’attività imprenditoriale è stata immediatamente sospesa, ed è stata irrogata una somma aggiuntiva di 2.500 euro. Alla società è stata contestata l’occupazione irregolare per uno dei lavoratori, con l’obbligo di regolarizzarne la posizione, mentre per i tre lavoratori extracomunitari e irregolari sul territorio italiano è stata accertata l’ipotesi aggravata di lavoro nero. La maxi-sanzione complessiva elevata in questo caso ammonta a circa 18.000 euro.
Anche nel settore edile, la vigilanza ha portato a importanti riscontri. Durante la verifica di un’impresa, è emerso che un lavoratore su cinque era impiegato in modo irregolare. Anche in questo caso, gli ispettori hanno proceduto alla sospensione dell’attività per impiego di manodopera in nero, con l’applicazione di una somma aggiuntiva di 2.500 euro. A ciò si è aggiunta una maxi-sanzione di 3.900 euro per lavoro nero.
Questi episodi sono solo un esempio del continuo e incessante lavoro svolto dalle autorità per debellare il fenomeno del lavoro sommerso e irregolare. L’impegno delle forze dell’ordine e degli enti ispettivi è fondamentale non solo per ripristinare la legalità e la giustizia sociale, ma anche per tutelare i lavoratori più vulnerabili e garantire una concorrenza leale tra le imprese. La lotta al lavoro nero in Calabria prosegue senza sosta, con l’obiettivo di costruire un mercato del lavoro più trasparente, equo e sicuro per tutti.



