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Salute del cervello: l’UMG di Catanzaro protagonista di una scoperta medico-scientifica

L’eccellenza della ricerca calabrese brilla sulla scena internazionale con una scoperta di enorme rilevanza in campo medico. Un nuovo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Biomedicine & Pharmacotherapy (Elsevier), ha dimostrato che i metaboliti prodotti dal microbiota intestinale sono in grado di influenzare attivamente la funzione del sistema nervoso centrale. In questa ricerca all’avanguardia, l’Università degli Studi “Magna Græcia” di Catanzaro ha giocato un ruolo centrale, confermando la sua posizione di avanguardia scientifica.

La ricerca è frutto di un approccio autenticamente multidisciplinare, che ha saputo integrare studi computazionali, in vitro e in vivo, coinvolgendo un network vastissimo di enti italiani e internazionali. Il contributo chiave dell’Università di Catanzaro è arrivato grazie all’impegno del prof. Giosuè Costa (docente di Chimica degli Alimenti), del prof. Stefano Alcaro (docente di Chimica Farmaceutica e presidente del Centro CRISEA), della dott.ssa Isabella Romeo (ricercatrice di Chimica Farmaceutica), e della dott.ssa Emanuela Marchese (dottoranda in Chimica degli Alimenti).

Al fianco dell’Università di Catanzaro, hanno collaborato istituzioni di prestigio come l’Università degli Studi di Genova, l’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova, il Centro di Ricerca CRISEA per l’Innovazione Rurale (Belcastro), lo spin-off accademico Net4Science (UMG), il Centro Nazionale Agritech (Napoli) e il Centro Nazionale per il Futuro della Biodiversità – NBFC (Palermo). A livello internazionale, ha contribuito anche il Nencki Institute of Experimental Biology di Varsavia (Polonia) attraverso il laboratorio BRAINCITY per la neurobiologia delle emozioni.

Il Meccanismo Rivoluzionario: Acido Ellagico, Urolitina A e l’Asse Intestino-Cervello

Lo studio ha analizzato in particolare l’effetto dell’acido ellagico, un polifenolo naturalmente presente in alimenti come il melograno, le noci e i frutti di bosco. La scoperta fondamentale è che, grazie alla trasformazione operata dal microbiota intestinale, questo composto viene convertito in Urolitina A, un metabolita altamente biodisponibile.

Attraverso sofisticate simulazioni di docking molecolare e dinamica molecolare su recettori specifici, i ricercatori hanno dimostrato che l’Urolitina A si lega in modo selettivo ai recettori α2-adrenergici presinaptici. Questo legame provoca un cambiamento conformazionale stabile che ne attiva la funzione biologica.

Questa ricerca rafforza in modo significativo la comprensione dell’asse intestino-cervello e sottolinea l’importanza cruciale del metabolismo microbico delle molecole nutrizionali, che si traducono in composti attivi a livello sistemico e, soprattutto, neurologico. L’approccio integrato, che è un tratto distintivo della ricerca condotta all’Università Magna Græcia di Catanzaro, rappresenta un esempio avanzato di ricerca traslazionale sia in ambito nutraceutico che neurologico.

Si tratta di un risultato che testimonia il potenziale delle strategie alimentari personalizzate, basate sulla composizione unica del microbiota e sul profilo metabolico individuale di ciascun individuo. Questi dati aprono la strada alla progettazione di interventi innovativi per la salute cerebrale, offrendo nuove speranze e direzioni per la medicina del futuro. L’Università di Catanzaro si conferma così un faro di conoscenza, contribuendo in maniera decisiva al progresso medico mondiale.