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Ospedale di Cariati, crisi senza fine: mancano infermieri e Oss, a rischio i servizi

La crisi del personale al Vittorio Cosentino di Cariati arriva sul tavolo del Prefetto di Cosenza, Rosa Maria Padovano.

Lo scorso 12 giugno il sindacato NurSind Cosenza, in rappresentanza del comparto sanità del nosocomio, ha formalmente comunicato l’avvio dello stato di agitazione. La struttura si sta preparando a riaprire come ospedale di zona disagiata, ma le condizioni di lavoro sono al collasso.

Emergenza organico: pochi infermieri, servizi al limite

Il motivo della mobilitazione è la grave carenza di personale, più volte denunciata dalla sigla sindacale. La situazione è diventata insostenibile soprattutto nella Rsa medicalizzata, dove il personale residuo non riesce più a garantire turni e ferie. Secondo Nicodemo Capalbo, referente territoriale NurSind, su un organico previsto di 13 infermieri sono attualmente in servizio solo 6 unità, affiancate da appena 6 Oss, a fronte di pazienti affetti da gravi patologie invalidanti.

Il sindacato contesta anche la mancanza di trasparenza su mobilità e assegnazioni interne, l’assenza di un piano per le assenze improvvise e modifiche organizzative comunicate solo a posteriori. NurSind chiede inoltre l’applicazione piena della legge 161/2014 sull’orario di lavoro e prestazioni aggiuntive per tutto il comparto.

Senza accordo, scatta lo sciopero

Il sindacato ha chiesto al Prefetto e all’Asp di Cosenza, guidata da Antonello Graziano, l’apertura di un tavolo di conciliazione. In caso di mancato accordo, sarà proclamato lo sciopero generale del comparto.

“Il personale sanitario è allo stremo – spiega Capalbo – da troppo tempo sopporta carichi di lavoro e stress psico-fisico non più tollerabili. Il rischio concreto è la sospensione dei servizi sanitari, anche essenziali”.

Pronto soccorso, consultorio e analisi: carenze su tutta la linea

La situazione critica non riguarda solo la Rsa. Anche il pronto soccorso, che oggi funziona ancora come Punto di Primo Intervento nonostante l’arrivo dei medici cubani, soffre di una dotazione organica insufficiente per affrontare la riattivazione dei servizi di emergenza.

Il laboratorio analisi è chiuso durante le ore notturne, il consultorio è ridotto a un’unica ostetrica prossima alla pensione, mentre il servizio di neuropsichiatria infantile può contare su un solo logopedista. “L’Asp non ha ancora varato un piano assunzionale adeguato – sottolinea Capalbo – e a pagarne le conseguenze sono sempre i presidi periferici”.

Formaro (Le Lampare): “L’estate peggiorerà tutto”

A lanciare un ulteriore grido d’allarme è Mimmo Formaro, esponente del movimento Le Lampare, che ha sostenuto la battaglia per la riapertura dell’ospedale di Cariati. “Siamo preoccupati per l’estate – dice – l’aumento di turisti e emigrati comporterà una maggiore pressione sui servizi sanitari. Non possiamo affrontare un’altra stagione estiva in queste condizioni, con lavori ancora in corso e un organico ridotto all’osso”.

Formaro ha anche rivolto un appello all’amministrazione comunale affinché sostenga apertamente la protesta del personale sanitario: “È ora di unire le forze: la salute non può aspettare”.