di Pierfrancesco Greco
“Bella Ciao, Genesi di un mito”, proposta ieri sera a Cerisano – quale appuntamento inaugurale, introdotto dal Sindaco Lucio Di Gioia, della fase estiva del 31° Festival delle Serre -, sotto le stelle di Piazzetta Chiocciola, da Dario De Luca e Sasà Calabrese, è più di uno spettacolo, di una conferenza, di un concerto: è una lezione sussurrata, cantata attraverso il respiro della musica … Un respiro universale … Universale come la libertà che questo canto, Bella Ciao, racconta, rappresenta, abbraccia … Un abbraccio valicante frontiere, oceani, idiomi: esso è presa di coscienza, assunzione di responsabilità, disponibilità al sacrificio, grido di rivendicazione, affermazione di diritti, chiamata alla lotta, annuncio di riscossa, impeto di rivoluzione, celebrazione di vittoria, emozione e orgoglio di commemorazione.
Questo e tanto altro ancora è “Bella Ciao”: più che un canto, un manifesto emotivo e morale che ci parla di Resistenza, che fa parlare della Resistenza, della nostra Resistenza, della quotidiana battaglia tra i combattenti della libertà e gli scherani della tirannia … In quelle note, in quelle parole c’è l’orgoglio di chi sulle montagne, nelle campagne, all’interno delle città ha riscattato l’onore e la dignità di un popolo feriti e vilipesi dalla barbarie nazifascista.
Sì, perché le partigiane e i partigiani, con la loro presa di coscienza, con la loro assunzione di responsabilità, con la loro disponibilità al sacrificio hanno elargito al nostro Paese quei valori, quella forza morale sulle cui ali ha preso il volo la nostra Repubblica fondata sul lavoro, la nostra bellissima Costituzione, il nostro progresso, la nostra quotidianità. Valori e forza morale oggi messi a dura prova, in un tempo egemonizzato, a livello globale, dal populismo nazionalista e da pulsioni imperialistiche che creano l’humus ideale al veleno suprematista foriero di sciagura, sterminio, genocidio.
È un tempo turbolento, quello che ci troviamo a vivere; un tempo in cui occorre capacità di giudizio e coraggio: il coraggio di essere partigiane e partigiani della verità, di una radicale rinascita morale, capace di rinnovare strutturalmente questa disgraziata Umanità che ha smarrito la propria umanità …
Riprendiamo coscienza di ciò che siamo, di ciò che è giusto fare, dunque … Solo così si potrà iniziare a cambiare … Solo così l’Umanità potrà ritrovare se stessa … E sarà bello salutarla nuovamente cantando, tutti insieme – come abbiamo fatto ieri, alla fine della serata -, “Bella ciao”.



