Con l’inizio dell’estate, giungono notizie meno piacevoli per le tasche dei cittadini, in particolare per gli automobilisti. La Calabria si posiziona tra le regioni con i maggiori aumenti nel costo del carburante. La causa è da ricercarsi negli sviluppi geopolitici: l’intensificarsi del conflitto tra Israele e Iran, scoppiato appena una settimana fa, sta avendo ripercussioni dirette sui mercati energetici globali.
Secondo gli ultimi dati forniti dal Mimit, il prezzo medio nazionale della benzina in modalità “servito” ha toccato 1,870 euro al litro, in crescita rispetto agli 1,862 euro registrati il 18 giugno. L’economista Davide Tabarelli ha spiegato a Fanpage.it che questa tensione non solo spingerà al rialzo il costo del petrolio e, di conseguenza, della benzina, ma influenzerà anche il prezzo del gas, con effetti diretti sulle bollette dell’elettricità in Italia. A una settimana dai primi attacchi, le quotazioni dei prodotti raffinati stanno subendo una significativa accelerazione, con il gasolio che ha raggiunto i massimi da metà gennaio e le medie nazionali ai distributori che non erano così alte da metà aprile.
I Costi Lungo la Penisola: Autostrade e Confronti Regionali
Viaggiare in autostrada diventa più oneroso: il costo medio della benzina ha raggiunto 1,833 euro/litro, mentre quello del gasolio si attesta a 1,758 euro. Fuori dalla rete autostradale, la provincia di Bolzano mantiene il primato come l’area più cara, con la benzina “super” a 1,783 euro/litro. Al contrario, le Marche registrano il prezzo più contenuto per la benzina, a 1,720 euro/litro.
In questo scenario, la Calabria si distingue per un costo del carburante particolarmente elevato, con la benzina che ha raggiunto 1,772 euro al litro. Prezzi elevati si osservano anche in Basilicata, dove il costo è di 1,766 euro al litro. Le regioni dove la benzina risulta più accessibile sono Lazio (1,721 euro al litro), Campania (1’724 euro al litro) e Veneto (1,724 euro al litro), mostrando una disparità significativa sul territorio nazionale.
Questo incremento dei prezzi dei carburanti si traduce in un ulteriore onere per famiglie e imprese, in un momento in cui l’economia è già sotto pressione. La situazione evidenzia la vulnerabilità del mercato energetico alle turbolenze internazionali e la necessità di monitorare attentamente l’evoluzione dei prezzi per i consumatori.



