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Sanità sotto inchiesta a Catanzaro: arresti domiciliari per due medici, sequestrati oltre 984mila euro

I militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro hanno messo a segno un’operazione che squarcia il velo su presunte irregolarità all’interno dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Catanzaro.

Su richiesta della Procura, il giudice per le indagini preliminari ha disposto gli arresti domiciliari per Vincenzo Scorcia, classe ’77, e Maria Battaglia, classe ’75, entrambi indiziati di associazione a delinquerepeculatoconcussionetruffa aggravata e interruzione di pubblico servizio.

A Scorcia vengono contestati anche falsità ideologica e autoriciclaggio.

Sequestro milionario e associazione a delinquere

Contestualmente agli arresti, è stato eseguito un sequestro preventivo di denaro e beni per un valore complessivo di 984.762,23 euro a carico di cinque indagati. Le complesse indagini, condotte dal Gruppo Tutela di Catanzaro, hanno delineato l’esistenza di un’associazione per delinquere composta da due dirigenti medici e un’infermiera del reparto di Oculistica, oltre alla segretaria di uno studio privato. L’obiettivo: la gestione illecita delle procedure delle liste d’attesa presso il reparto ospedaliero.

La “privatizzazione” del servizio pubblico

Gli accertamenti avrebbero rivelato un modus operandi consolidato: medici dell’ospedale pubblico avrebbero eseguito interventi chirurgici su pazienti precedentemente visitati, a pagamento, in attività privata. Questo avrebbe garantito loro un trattamento “privilegiato”, scavalcando le normali procedure e alimentando un sistema privato di prenotazioni per prestazioni erogate gratuitamente dall’ospedale.

In alcuni casi, la gravità delle condizioni cliniche e l’urgenza dell’intervento avrebbero spinto i pazienti a pagare privatamente il medico per essere operati nella struttura pubblica, ponendoli in una condizione di sostanziale “coercizione”. Questo avrebbe di fatto determinato una “privatizzazione” del reparto di Oculistica, con gravi ricadute sulla qualità del servizio pubblico e una dilatazione dei tempi di attesa.

Danno erariale e rapporto di esclusività

Le indagini hanno inoltre accertato che cinque medici, nonostante avessero optato per il rapporto di lavoro esclusivo con la struttura pubblica – beneficiando così di appositi emolumenti – svolgevano attività extra-istituzionale presso studi e cliniche private, anche convenzionate con il Servizio sanitario nazionale.

Questo avrebbe causato un danno erariale all’Azienda ospedaliero-universitaria e/o all’Università degli studi “Magna Graecia” di Catanzaro, stimato complessivamente in 984.762,23 euro. Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari, e sarà necessario attendere la verifica processuale nel contraddittorio con la difesa per il compiuto accertamento dei fatti.